Dove mangiare a Ragusa: scaccia, ravioli di ricotta e dove dormire

Dove mangiare a Ragusa? Tra Ragusa Superiore e Ragusa Ibla, la città barocca del sud-est siciliano patrimonio UNESCO, si mangia in trattorie di famiglia, rosticcerie che sfornano scacce tutto il giorno e in due delle tavole più note della Sicilia. La cucina iblea è di terra prima che di mare: formaggi, carne di maiale, legumi, olio dei Monti Iblei e, a pochi chilometri, il cioccolato di Modica.

L'autunno è il momento giusto per scoprirla. Il caldo è passato, le strade di Ibla tornano tranquille e le trattorie riprendono i piatti più sostanziosi. Ragusa si gira a piedi in due giorni, con Modica e Scicli a mezz'ora d'auto.

In questa guida trovi i piatti da assaggiare, dove trovarli e tre dimore storiche dove dormire, nel centro di Ibla e nella campagna intorno alla città.

Cosa mangiare a Ragusa

  • Scaccia ragusana: sfoglia di pasta di pane ripiegata più volte e farcita, nella versione classica con pomodoro e caciocavallo, oppure con melanzane, ricotta e salsiccia o cipolla. Si compra a peso in panifici e rosticcerie.
  • Ravioli di ricotta: ripieni di ricotta, a volte leggermente zuccherata, conditi con il sugo di maiale. È il primo della domenica nelle case ragusane.
  • Cavati: pasta fresca lavorata a mano, servita con lo stesso sugo di maiale o con le verdure di stagione.
  • Ragusano DOP: formaggio a pasta filata di latte vaccino, a forma di parallelepipedo, prodotto sugli Iblei. Da provare anche stagionato.
  • Pastieri e impanate: tortini salati di carne d'agnello e pasta ripiena di carne, legati alla Pasqua ma presenti in molte rosticcerie.
  • Cioccolato di Modica: lavorato a freddo, granuloso, aromatizzato con vaniglia, cannella o peperoncino. Ha l'indicazione geografica protetta.

I vini degli Iblei

L'unico vino DOCG della Sicilia nasce tra le province di Ragusa e Caltanissetta: il Cerasuolo di Vittoria, blend di nero d'Avola e frappato, rosso profumato che accompagna bene i primi al sugo di maiale. Il Frappato in purezza è più leggero e si serve leggermente fresco, anche con le scacce. Molte cantine dell'area di Vittoria e Comiso aprono per visite e degustazioni su prenotazione.

Dove mangiare a Ragusa Ibla

Ibla concentra le tavole più importanti. Il ristorante Duomo dello chef Ciccio Sultano, a pochi passi dalla cattedrale di San Giorgio, è il riferimento dell'alta cucina siciliana. La Locanda Don Serafino, ricavata negli antichi bassi accanto alla chiesa dei Miracoli, è un ristorante stellato con una cantina di oltre duemila etichette e una cucina di mare e di terra. In entrambi i casi la prenotazione è indispensabile.

Per un pasto più semplice, le trattorie e le osterie nelle vie che scendono da piazza Duomo servono cavati, ravioli e grigliate di carne. A fine giornata, una sosta al Giardino Ibleo, il giardino pubblico affacciato sulla vallata, e un gelato: a Ibla ci sono gelaterie artigianali che lavorano anche gusti al vino e al cioccolato di Modica.

Dove mangiare a Ragusa Superiore e dintorni

Nella parte alta della città, più moderna, si trovano panifici e rosticcerie per le scacce del mattino e trattorie frequentate dai ragusani, con prezzi più contenuti rispetto a Ibla. Per il cioccolato vale la pena spingersi fino a Modica: l'Antica Dolceria Bonajuto, in corso Umberto, lavora il cioccolato secondo la ricetta tradizionale dall'Ottocento e propone anche i biscotti 'mpanatigghi, ripieni di carne e cioccolato.

Un consiglio pratico: molti ristoranti di Ibla chiudono un giorno a settimana e alcuni riducono le aperture in inverno. Conviene controllare gli orari prima di partire e prenotare per il sabato sera.

Un giorno a Ragusa

Mattina: colazione con una brioche e granita o un cannolo, poi la discesa a piedi da Ragusa Superiore a Ibla per le scalinate di Santa Maria delle Scale, con la vista su tutta la città vecchia. Tarda mattinata: duomo di San Giorgio e vicoli di Ibla. Pranzo: scaccia o cavati in trattoria. Pomeriggio: Modica e una degustazione di cioccolato. Sera: cena in una delle tavole di Ibla.

Dove dormire a Ragusa

Locanda Don Serafino – Ragusa Ibla (Sicilia)

Locanda Don Serafino a Ragusa Ibla

Un boutique hotel di undici camere in un palazzetto di fine Ottocento nel cuore di Ibla, aperto dalla famiglia La Rosa nel 2004. La colazione, preparata con prodotti del territorio, è servita negli antichi bassi del palazzo; a breve distanza c'è il ristorante stellato della casa, con percorsi di degustazione guidati dal sommelier. Massaggi su richiesta e servizio di parcheggio con valet: in un centro storico pedonale fa la differenza.

Villa Boscarino – Ragusa (Sicilia)

Il cortile di Villa Boscarino a Ragusa

Una villa di fine Ottocento costruita da un medico ragusano di ritorno dai viaggi in Francia, con richiami al gotico d'oltralpe e un giardino privato di quasi duemila metri quadrati. Dopo dieci anni di restauro accoglie gli ospiti in sette camere che uniscono la pietra calcarea bianca agli arredi di design; quelle al piano terra hanno una veranda. La colazione si serve nell'antica cappella della villa, a pochi passi dal centro storico.

Eremo della Giubiliana – Ragusa (Sicilia)

L'Eremo della Giubiliana nella campagna iblea

Pochi chilometri a sud di Ragusa, tra carrubi, ulivi e muri a secco, un'antica torre di guardia diventata convento fortificato e poi baglio nobiliare, restaurato dalla famiglia Nifosì. Le camere sono le antiche celle dei frati, arredate con mobili d'epoca siciliani; ci sono anche suite e cottage indipendenti. Il ristorante Don Eusebio lavora con l'orto della casa e i piccoli produttori iblei, e la cantina è ricavata in una cripta medievale. Piscina all'aperto nella bella stagione e area benessere con massaggi.

Verifica le disponibilità per le tue date e prenota direttamente con la dimora.

Un'idea regalo

Se il soggiorno è un regalo, la gift card Dimore d'Epoca si usa per soggiorni ed esperienze nelle dimore della collezione, anche in più volte, entro dodici mesi.

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico di Ragusa?
La scaccia ragusana e i ravioli di ricotta al sugo di maiale. Per il formaggio, il Ragusano DOP; per il vino, il Cerasuolo di Vittoria.

Meglio dormire a Ragusa Ibla o a Ragusa Superiore?
Ibla è il centro barocco e la zona dei ristoranti più noti; Ragusa Superiore è più comoda per l'auto. Fuori città, la campagna iblea offre più silenzio e spazi.

Quanto dista Modica da Ragusa?
Circa mezz'ora d'auto. Si può visitare in un pomeriggio, tra il duomo di San Giorgio di Modica e le botteghe del cioccolato.

Altre idee in Sicilia

Per continuare il viaggio nel sud-est, leggi la nostra guida al weekend a Ortigia e la selezione di dimore storiche in Sicilia. Tutte le dimore della collezione sono nella pagina hotel.

Foto di apertura: Hein56didden, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

  • Visite: 48

Dove mangiare a Gubbio: crescia, tartufo bianco e dove dormire

Dove mangiare a Gubbio è una domanda che in autunno ha una risposta in più: il tartufo bianco. Tra fine ottobre e inizio novembre la città medievale ospita la Mostra Mercato del Tartufo Bianco, e le cucine delle taverne in pietra del centro cambiano menu di conseguenza.

Gubbio ha una tavola riconoscibile, fatta di crescia cotta sul testo, paste fatte a mano, carni alla brace e tartufo, nero o bianco a seconda della stagione. Si mangia bene anche spendendo poco, a patto di sapere dove sedersi e quando prenotare.

In questa guida trovate i piatti da provare, alcuni indirizzi nel centro storico, le date della mostra del tartufo 2026 e tre dimore storiche dove dormire tra la città e le colline.

I piatti tipici di Gubbio

  • Crescia: la focaccia bassa cotta sul testo, farcita con salumi, formaggi o verdure ripassate. È lo spuntino di Gubbio per eccellenza.
  • Brustengo: pasta di pane fritta, semplice e croccante, da mangiare calda.
  • Umbricelli al tartufo: spaghettoni di acqua e farina tirati a mano, conditi con il tartufo del territorio.
  • Friccò: spezzatino di pollo o agnello in umido, piatto della tradizione contadina eugubina, spesso servito con la crescia.
  • Faraona e carni alla brace: la cucina dell'Appennino umbro lavora molto la carne, cotta lentamente o alla griglia.

Dove mangiare nel centro storico

Taverna del Lupo (via Ansidei 21): uno dei ristoranti storici della città, nelle antiche cantine in pietra. Il nome richiama la leggenda di san Francesco e del lupo; in carta tagliatelle al tartufo e faraona al ginepro. Prenotazione consigliata.

Locanda del Duca (via Piccardi 1): cucina eugubina tradizionale con qualche rilettura, materie prime del territorio e tavoli all'aperto nella bella stagione.

Officina dei Sapori (via dei Consoli 13): sulla strada che sale verso piazza Grande, propone carni selezionate e piatti del territorio in chiave più creativa.

La Cresciamia (via Cavour 23): per un pranzo veloce, crescia e brustengo farciti al momento, da mangiare passeggiando.

Un consiglio pratico: nei giorni della mostra del tartufo i ristoranti del centro sono pieni sia a pranzo sia a cena. Prenotate con qualche giorno di anticipo e, se potete, scegliete il pranzo dei giorni feriali.

La Mostra Mercato del Tartufo Bianco 2026

La 45ª edizione si tiene in piazza Quaranta Martiri il 30 e 31 ottobre, il 1° novembre e poi il 6, 7 e 8 novembre 2026. Oltre agli stand dei tartufai ci sono produttori di olio nuovo, salumi, formaggi e legumi dell'Appennino: è il momento migliore per fare scorta e per assaggiare il tartufo bianco a un prezzo più accessibile rispetto ai ristoranti.

Cosa vedere tra un pasto e l'altro

Piazza Grande, sospesa sulla città, con il Palazzo dei Consoli e la sua vista sulla pianura. Il Duomo e il Palazzo Ducale, la funivia per il monte Ingino e la basilica di Sant'Ubaldo, da cui il 15 maggio partono i Ceri. In autunno le colline attorno alla città, tra boschi e campi arati, sono il paesaggio ideale per una passeggiata prima di cena.

Dove dormire

Hotel Relais Ducale – Gubbio (Umbria)

Il giardino pensile dell'Hotel Relais Ducale nel centro di Gubbio

Nel cuore del centro storico, in un edificio di fine Trecento con vista su piazza Grande, vicino al Palazzo dei Consoli e al Duomo. Ha camere arredate con cura, un giardino pensile e una terrazza panoramica sulla città e sulle colline. È la scelta giusta per chi vuole andare a cena a piedi.

Castello di Petroia – Gubbio (Umbria)

Il Castello di Petroia tra boschi e prati vicino a Gubbio

Lungo l'antica strada tra Perugia e Gubbio, un complesso di edifici medievali racchiusi da mura, dove nel 1422 nacque Federico da Montefeltro. Le camere hanno travi in quercia, mobili d'epoca e stampe del Sette e Ottocento; attorno boschi, prati e una piscina. Il ristorante interno propone cucina italiana.

Castello di Baccaresca – Gubbio (Umbria)

Il Castello di Baccaresca con la piscina, vicino a Gubbio

Un'antica fortezza del XII secolo a pochi chilometri da Gubbio, isolata nel verde e lontana dai rumori. Le camere sono diverse per ampiezza e stile, con grande cura dei dettagli; ci sono piscina, ristorante e colazione a buffet. Adatto a chi vuole alternare la città alla quiete delle colline.

Verificate le disponibilità per le vostre date e prenotate direttamente con la dimora: i weekend della mostra del tartufo vanno prenotati con anticipo.

Un'idea regalo

Se il soggiorno è un regalo, la gift card Dimore d'Epoca si usa per soggiorni ed esperienze nelle dimore della collezione, anche in più volte, entro dodici mesi.

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico di Gubbio?
La crescia, focaccia cotta sul testo e farcita, insieme agli umbricelli al tartufo e al friccò.

Quando si tiene la mostra del tartufo bianco di Gubbio nel 2026?
Il 30 e 31 ottobre, il 1° novembre e il 6, 7 e 8 novembre 2026, in piazza Quaranta Martiri.

Dove dormire per visitare Gubbio a piedi?
Nel centro storico, come all'Hotel Relais Ducale; chi ha l'auto può scegliere i castelli sulle colline, a pochi chilometri dalla città.

Per continuare in Umbria, leggete dormire in un castello in Umbria e il weekend a Orvieto, oppure scoprite tutte le dimore della collezione.

Foto di apertura: Labicanense, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

  • Visite: 86

Dove mangiare a Reggio Emilia: erbazzone, cappelletti e dove dormire

Chi cerca dove mangiare a Reggio Emilia trova una città che a tavola ha un'identità precisa, diversa da quella delle vicine Parma e Modena: qui il Parmigiano Reggiano ha preso il nome, l'erbazzone si compra caldo al forno a metà mattina e i cappelletti in brodo sono il piatto delle feste. Il centro storico, raccolto attorno alle sue piazze, si gira a piedi in un pomeriggio.

In questa guida trovate i piatti da assaggiare, qualche consiglio pratico per scegliere dove sedersi e tre luoghi di charme dove dormire, in città e sulle colline reggiane.

Cosa mangiare a Reggio Emilia

Erbazzone. È il simbolo della città: una torta salata di pasta sottile ripiena di bietole o spinaci, Parmigiano e, nella versione classica, pancetta o lardo. Si mangia a qualsiasi ora, tiepido, meglio se comprato nei forni del centro.

Cappelletti in brodo. A Reggio si chiamano cappelletti e non tortellini, con un ripieno di carni e Parmigiano: il piatto delle domeniche d'inverno, servito in brodo di cappone.

Tortelli verdi e tortelli di zucca. I primi con ricotta ed erbette, conditi con burro e Parmigiano; i secondi, in autunno, con la zucca e un tocco di amaretto e mostarda.

Gnocco fritto e salumi. Le strisce di pasta fritta gonfie e dorate accompagnano salame, coppa e prosciutto: è il modo reggiano di cominciare una cena.

Parmigiano Reggiano, Lambrusco e aceto balsamico. Il formaggio stagionato a lungo, il Lambrusco Reggiano frizzante e l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, riconoscibile dal bollino colorato che ne indica l'invecchiamento, sono i tre prodotti da portare a casa.

Dove mangiare: consigli pratici

  • Il mercato del centro. Il martedì e il venerdì mattina le bancarelle occupano le piazze del centro storico: il momento giusto per erbazzone e formaggio in piedi.
  • Osterie di tradizione. Per cappelletti e bolliti cercate le trattorie storiche del centro, come il Ristorante Canossa; in autunno molte propongono anche i piatti di zucca.
  • Salite in collina. Le colline verso Canossa e Viano hanno trattorie di campagna e caseifici che vendono il Parmigiano direttamente: una mezza giornata che vale il viaggio.
  • Chiedete del balsamico. Molte acetaie familiari aprono su appuntamento: la visita va prenotata qualche giorno prima.
  • Prenotate nel fine settimana. Il sabato sera le trattorie più note si riempiono già a metà settimana.

Cosa vedere tra un pasto e l'altro

Piazza Prampolini, la Piazza Grande, con il Duomo e il Battistero, e la vicina Piazza San Prospero, con i leoni di marmo rosso davanti alla basilica, sono il salotto della città. Nel Palazzo del Comune la Sala del Tricolore ricorda la nascita della bandiera italiana, adottata qui nel 1797. Poco lontano, la Basilica della Ghiara conserva uno dei cicli di affreschi seicenteschi più ricchi dell'Emilia, e i Chiostri di San Pietro ospitano mostre ed eventi.

Dove dormire a Reggio Emilia

Hotel Posta – Reggio Emilia (Emilia-Romagna)

Camera d'epoca dell'Hotel Posta a Reggio Emilia

Nel cuore del centro storico, dentro l'antico Palazzo del Capitano del Popolo affacciato su Piazza Grande: l'Hotel Posta conserva affreschi e ambienti d'epoca a pochi passi dal Duomo. È la base ideale per un weekend gastronomico da fare tutto a piedi, dal mercato alle osterie.

Borgo Cadonega Relais & Spa – Viano (Emilia-Romagna)

Borgo Cadonega sulle colline di Viano

Un antico borgo medievale restaurato sulle colline reggiane, a circa mezz'ora dalla città. Giardino, spa e ristorante con cucina del territorio ne fanno la scelta per chi vuole alternare la città alle colline dei caseifici e delle trattorie di campagna.

Albergo dei Medaglioni – Correggio (Emilia-Romagna)

Albergo dei Medaglioni nel centro di Correggio

Tre palazzi storici uniti nel centro di Correggio, a un quarto d'ora da Reggio, con uno stile che richiama il Liberty e un ristorante nel cortile interno. Una buona alternativa per chi vuole unire Reggio a una sera nella città natale del pittore Antonio Allegri, detto il Correggio.

Verificate le disponibilità per il vostro weekend a Reggio Emilia: scegliete la dimora e le date qui sotto.

Un weekend gastronomico da regalare

Se il soggiorno è un regalo, la gift card Dimore d'Epoca si usa per soggiorni ed esperienze nelle dimore della collezione, anche in più volte, entro dodici mesi.

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico di Reggio Emilia?

L'erbazzone, torta salata di bietole e Parmigiano, insieme ai cappelletti in brodo e ai tortelli verdi.

Che differenza c'è tra cappelletti e tortellini?

Cambiano forma, dimensione e ripieno: i cappelletti reggiani sono più grandi, con un ripieno di carni e molto Parmigiano, e si servono in brodo.

Si può visitare un caseificio del Parmigiano Reggiano?

Sì, molti caseifici delle colline reggiane accolgono visitatori la mattina, quando si lavora il latte: conviene prenotare.

Per continuare

L'Emilia a tavola non finisce a Reggio: leggete anche dove mangiare a Modena e dove mangiare a Parma, oppure scoprite le dimore della collezione.

Foto di apertura: Mario Falcetti, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

  • Visite: 84

Mercatini di Natale in Trentino Alto Adige 2026: Trento, Merano e dove dormire

I mercatini di Natale in Trentino Alto Adige sono il viaggio di dicembre più richiesto del Nord Italia: casette di legno, vin brulè, profumo di strudel e le Dolomiti innevate sullo sfondo. Trento e Merano sono le due mete più comode da raggiungere in treno e si combinano bene in un weekend lungo.

Il periodo è ampio: i mercatini aprono tra il 20 e il 26 novembre e restano aperti fino all'Epifania. Il ponte dell'Immacolata (5-8 dicembre 2026) è il momento più affollato; i giorni feriali di inizio dicembre sono i più tranquilli.

In questa guida trovate le date 2026, cosa mangiare, un itinerario di tre giorni e tre dimore storiche dove dormire, tra Merano, Trento e la Val di Fiemme.

Le date 2026 in sintesi

  • Trento: dal 20 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, in piazza Fiera e piazza Cesare Battisti. Tutti i giorni dalle 10 alle 20; il 24, 25 e 31 dicembre e il 6 gennaio dalle 10 alle 18.
  • Merano: dal 26 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, nel centro lungo il Passirio. Chiuso il 25 dicembre; il 24 e il 31 dicembre chiude alle 15.30.
  • Bolzano, Bressanone, Brunico e Vipiteno: di norma da fine novembre all'Epifania. Conviene verificare il calendario sui siti ufficiali prima di partire.

Trento: il mercatino tra le mura

Il mercatino di Natale in piazza Fiera a Trento, sotto le mura medievali

Le casette di piazza Fiera a Trento. Foto: Syrio, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

A Trento le casette occupano piazza Fiera, a ridosso delle mura medievali, e piazza Cesare Battisti, a pochi passi dal centro. Si trovano artigianato in legno, lana cotta, decorazioni e un'area gastronomica con i piatti della tradizione. Da qui si raggiungono a piedi piazza Duomo, con le case affrescate e la fontana del Nettuno, e il Castello del Buonconsiglio, antica residenza dei principi vescovi.

Per chi vuole aggiungere un momento enologico, il Trentodoc, lo spumante metodo classico del territorio, si degusta nelle cantine sulle colline attorno alla città: su Esperienze trovate le proposte collegate alle nostre dimore.

Merano: il mercatino della città termale

Merano è più raccolta e si gira tutta a piedi. Il mercatino si sviluppa lungo la passeggiata sul Passirio, tra l'albero illuminato, l'artigianato sudtirolese e le bancarelle di speck, formaggi di malga e Zelten, il dolce natalizio con frutta secca e canditi. Le Terme di Merano sono in pieno centro: un pomeriggio in acqua calda tra un giro e l'altro è uno dei motivi per scegliere questa tappa.

Cosa mangiare ai mercatini

Una bancarella di prodotti tipici al mercatino di Natale di Trento

Una bancarella di prodotti tipici a Trento. Foto: MicheleCa3112, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ai mercatini si mangia quanto si compra. Tra i piatti da provare ci sono i canederli in brodo, il tortel di patate trentino, lo strudel di mele, il Kaiserschmarrn (frittata dolce sminuzzata servita con marmellata di mirtilli rossi) e le caldarroste nel cartoccio. Il vin brulè si trova rosso e bianco; per chi non beve alcolici, molti stand servono succo di mela caldo alla cannella.

Da portare a casa: mele della Val di Non, speck dell'Alto Adige, grappe di piccole distillerie e una bottiglia di Trentodoc o di Lagrein. Per la cena, prenotate in una Stube, la tradizionale sala rivestita in legno: nei weekend di dicembre i ristoranti del centro sono pieni e senza prenotazione è difficile trovare posto.

Un itinerario di tre giorni

  • Giorno 1: arrivo a Trento in treno, pomeriggio al Castello del Buonconsiglio e sera al mercatino.
  • Giorno 2: treno per Merano via Bolzano (circa un'ora e mezza), sosta al mercatino di piazza Walther a Bolzano e al Museo Archeologico dell'Alto Adige, che custodisce Ötzi. Sera a Merano.
  • Giorno 3: mattina alle Terme di Merano e passeggiata Tappeiner, poi rientro. In alternativa, una giornata in Val di Fiemme sulla neve.

Dove dormire

Hotel Castel Rundegg – Merano (Alto Adige)

Il parco di Hotel Castel Rundegg a Merano

Un castello del 1152 a Maia Alta, a pochi passi dal centro di Merano e sul sentiero dedicato a Sissi. Ha un centro benessere, un grande parco e camere e suite ampie con vista sulle montagne. Dopo una serata al freddo tra le casette si rientra a piedi, senza bisogno dell'auto.

Hotel Villa Madruzzo – Trento (Trentino)

Hotel Villa Madruzzo sulla collina di Trento

Una villa storica sulla collina di Trento, circondata da un parco di abeti rossi, con pavimenti in legno, mobili d'antiquariato e tappeti persiani. Il ristorante propone una cucina curata con vini locali e nazionali. Il centro e il mercatino si raggiungono in pochi minuti d'auto o in taxi.

Historic Hotel La Stua – Cavalese (Val di Fiemme)

La sala ristorante dell'Historic Hotel La Stua a Cavalese

Per chi vuole unire mercatini e neve: un quattro stelle a Cavalese con arredi d'epoca e camini, a 400 metri dagli impianti dell'Alpe Cermis, con sauna e bagno turco. Trento è a circa un'ora d'auto, e in valle ci sono i mercatini dei paesi, più piccoli e meno affollati.

Verificate le disponibilità per le vostre date e prenotate direttamente con la dimora: i weekend di dicembre si riempiono presto.

Consigli pratici

  • Muovetevi in treno: Trento, Bolzano e Merano sono collegate dalla ferrovia e vicino ai mercatini parcheggiare è difficile.
  • Portate un po' di contanti, perché non tutte le casette accettano carte.
  • La sera la temperatura scende sotto zero: scarpe impermeabili e abbigliamento a strati.
  • Il 25 e il 26 dicembre molti negozi e ristoranti sono chiusi: organizzate i pasti in anticipo.

Un'idea regalo

Se il soggiorno è un regalo, la gift card Dimore d'Epoca si usa per soggiorni ed esperienze nelle dimore della collezione, anche in più volte, entro dodici mesi.

Domande frequenti

Quando aprono i mercatini di Natale di Trento e Merano nel 2026?
Trento apre il 20 novembre e Merano il 26 novembre 2026; entrambi chiudono il 6 gennaio 2027.

Quanti giorni servono per vedere Trento e Merano?
Due notti bastano per entrambi i mercatini; con tre si aggiungono Bolzano, le terme o una giornata sulla neve.

Conviene andare in auto o in treno?
In treno: le tre città sono sulla stessa linea e i centri storici sono a pochi minuti a piedi dalle stazioni.

Per continuare, leggete la nostra guida al foliage in Val di Fiemme o il weekend a Verona, oppure scoprite tutte le dimore della collezione.

  • Visite: 109

Weekend a Cortona in autunno: cosa vedere, dove mangiare e dove dormire

Un weekend a Cortona in autunno ha un ritmo diverso da quello estivo: le terrazze si svuotano, la Valdichiana sotto le mura cambia colore con la vendemmia e la raccolta delle olive, e la città torna a essere quello che è sempre stata, un borgo etrusco arroccato a quasi seicento metri che si gira a piedi in due giorni.

In questa guida trovate cosa vedere a Cortona in un fine settimana, dove mangiare i piatti della Valdichiana con qualche consiglio pratico, e tre luoghi di charme dove dormire, tra il centro storico e la campagna.

Cosa vedere a Cortona in un weekend

Piazza della Repubblica e Piazza Signorelli sono il cuore della città, unite dal Palazzo Comunale con la sua scalinata. Da qui partono le strade in salita che raccontano meglio di ogni museo come è costruita Cortona: via Janelli, con le case medievali a sbalzo, e via Berrettini verso la parte alta.

Il MAEC, il Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona in Palazzo Casali, è la visita da non saltare: reperti delle necropoli della zona, il celebre lampadario etrusco in bronzo e una sezione dedicata alla storia della città. Chi vuole vedere gli Etruschi sul posto può proseguire in pianura verso i tumuli del Sodo e la Tanella di Pitagora, a pochi minuti d'auto.

Il Museo Diocesano, di fronte al Duomo, conserva l'Annunciazione del Beato Angelico, una delle opere più luminose del primo Rinascimento. In salita si arriva alla Basilica di Santa Margherita e alla Fortezza del Girifalco, da cui lo sguardo spazia sulla Valdichiana fino al Lago Trasimeno. Poco sotto le mura, la chiesa di Santa Maria del Calcinaio di Francesco di Giorgio Martini merita la deviazione.

La domenica mattina è il momento giusto per l'Eremo Le Celle, il convento francescano scavato nella roccia a tre chilometri dal centro, raggiungibile anche a piedi.

Dove mangiare a Cortona: piatti e consigli pratici

La cucina di Cortona è quella della Valdichiana: pici all'aglione, la bistecca di chianina (la razza bovina di questa valle), zuppe di legumi e, in autunno, funghi e primi al tartufo. Da bere, il Cortona DOC, con il Syrah che qui ha trovato una seconda patria.

  • Prenotate il sabato sera. Nei weekend le trattorie del centro, come l'Osteria del Teatro o la Trattoria Dardano, si riempiono presto anche in bassa stagione.
  • La bistecca si ordina a peso. Chiedete sempre la grammatura prima di ordinare: una fiorentina di chianina per due persone supera facilmente il chilo.
  • A pranzo, fuori porta. Nei borghi della Valdichiana si mangia bene spendendo meno che in centro: è il modo migliore di spezzare il giro tra i tumuli etruschi.
  • Olio nuovo a novembre. Dalla fine di ottobre i frantoi della zona iniziano la spremitura: se vi capita un frantoio aperto, fermatevi per una bruschetta con l'olio appena franto.

Consigli pratici per il weekend

  • Parcheggio: il centro è in ZTL. Il parcheggio dello Spirito Santo, sotto le mura, è collegato alla parte alta da scale mobili.
  • Scarpe comode: Cortona è quasi tutta in salita, con tratti ripidi e lastricati.
  • Quando andare: ottobre e novembre hanno giornate miti e luce limpida; i weekend di ottobre sono i più richiesti.

Dove dormire a Cortona: tre luoghi di charme

Il Falconiere – Cortona (Toscana)

Il Falconiere Relais e Spa nella campagna di Cortona

Una villa del Seicento nella campagna sotto Cortona, legata da sempre alla famiglia Baracchi che l'ha trasformata in relais. Piscina, spa e una cucina di alto livello fanno del Falconiere la scelta per chi vuole un weekend lento, con la città a pochi minuti d'auto e la sera il silenzio della collina.

La Corte di Ambra – Cortona (Toscana)

Camera de La Corte di Ambra a Cortona

Nel pieno centro storico, dentro il quattrocentesco Palazzo Fierli-Petrella: i proprietari hanno trasformato la casa di famiglia in un bed and breakfast di lusso con poche camere. È la scelta per chi vuole girare tutto a piedi e uscire la mattina direttamente tra i vicoli.

Monastero di Cortona Hotel & Spa – Cortona (Toscana)

Monastero di Cortona Hotel e Spa nel centro storico

Un antico monastero nel centro storico trasformato in albergo, con ambienti contemporanei, un giardino e un roof garden affacciato sui tetti. La spa, su prenotazione, è il modo giusto per chiudere una giornata passata a salire e scendere per le strade di Cortona.

Verificate le disponibilità per il vostro weekend: in autunno i sabati a Cortona si riempiono con qualche settimana di anticipo. Scegliete la dimora e le date qui sotto.

Un weekend da regalare

Se il soggiorno è un regalo, la gift card Dimore d'Epoca si usa per soggiorni ed esperienze nelle dimore della collezione, anche in più volte, entro dodici mesi.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Cortona?

Due giorni bastano per il centro storico, il MAEC, il Museo Diocesano e la Fortezza del Girifalco. Con un terzo giorno si aggiungono le tombe etrusche della pianura e l'Eremo Le Celle.

Cortona è adatta a un weekend in autunno?

Sì: ottobre e novembre sono tra i mesi migliori, con meno visitatori, vendemmia e olio nuovo. Alcuni ristoranti riducono i giorni di apertura, quindi conviene prenotare.

Meglio dormire in centro o in campagna?

In centro si fa tutto a piedi; in campagna si guadagnano spazio, piscina e silenzio, ma serve l'auto per salire in città.

Per continuare

Da Cortona la Toscana del sud è a un passo: leggete anche dove mangiare a Montepulciano e in Val d'Orcia e il nostro weekend a Orvieto, oppure sfogliate tutte le dimore della collezione.

Foto di apertura: Spike, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

  • Visite: 90

Dimore D'Epoca è un marchio di Hyper srl | C.trà Riale, 13/a - 36100 Vicenza - Italia | P.IVA e C.F. 02372320248 | Aut. 3986 | Codice Univoco J6URRTW | Ufficio prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | Ufficio affiliazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | Ufficio informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


© Dimore D'Epoca. Tutti i diritti riservati. Realizzato da Web Surfers.