Mercatini di Natale in Trentino Alto Adige 2026: Trento, Merano e dove dormire

I mercatini di Natale in Trentino Alto Adige sono il viaggio di dicembre più richiesto del Nord Italia: casette di legno, vin brulè, profumo di strudel e le Dolomiti innevate sullo sfondo. Trento e Merano sono le due mete più comode da raggiungere in treno e si combinano bene in un weekend lungo.

Il periodo è ampio: i mercatini aprono tra il 20 e il 26 novembre e restano aperti fino all'Epifania. Il ponte dell'Immacolata (5-8 dicembre 2026) è il momento più affollato; i giorni feriali di inizio dicembre sono i più tranquilli.

In questa guida trovate le date 2026, cosa mangiare, un itinerario di tre giorni e tre dimore storiche dove dormire, tra Merano, Trento e la Val di Fiemme.

Le date 2026 in sintesi

  • Trento: dal 20 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, in piazza Fiera e piazza Cesare Battisti. Tutti i giorni dalle 10 alle 20; il 24, 25 e 31 dicembre e il 6 gennaio dalle 10 alle 18.
  • Merano: dal 26 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, nel centro lungo il Passirio. Chiuso il 25 dicembre; il 24 e il 31 dicembre chiude alle 15.30.
  • Bolzano, Bressanone, Brunico e Vipiteno: di norma da fine novembre all'Epifania. Conviene verificare il calendario sui siti ufficiali prima di partire.

Trento: il mercatino tra le mura

Il mercatino di Natale in piazza Fiera a Trento, sotto le mura medievali

Le casette di piazza Fiera a Trento. Foto: Syrio, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

A Trento le casette occupano piazza Fiera, a ridosso delle mura medievali, e piazza Cesare Battisti, a pochi passi dal centro. Si trovano artigianato in legno, lana cotta, decorazioni e un'area gastronomica con i piatti della tradizione. Da qui si raggiungono a piedi piazza Duomo, con le case affrescate e la fontana del Nettuno, e il Castello del Buonconsiglio, antica residenza dei principi vescovi.

Per chi vuole aggiungere un momento enologico, il Trentodoc, lo spumante metodo classico del territorio, si degusta nelle cantine sulle colline attorno alla città: su Esperienze trovate le proposte collegate alle nostre dimore.

Merano: il mercatino della città termale

Merano è più raccolta e si gira tutta a piedi. Il mercatino si sviluppa lungo la passeggiata sul Passirio, tra l'albero illuminato, l'artigianato sudtirolese e le bancarelle di speck, formaggi di malga e Zelten, il dolce natalizio con frutta secca e canditi. Le Terme di Merano sono in pieno centro: un pomeriggio in acqua calda tra un giro e l'altro è uno dei motivi per scegliere questa tappa.

Cosa mangiare ai mercatini

Una bancarella di prodotti tipici al mercatino di Natale di Trento

Una bancarella di prodotti tipici a Trento. Foto: MicheleCa3112, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ai mercatini si mangia quanto si compra. Tra i piatti da provare ci sono i canederli in brodo, il tortel di patate trentino, lo strudel di mele, il Kaiserschmarrn (frittata dolce sminuzzata servita con marmellata di mirtilli rossi) e le caldarroste nel cartoccio. Il vin brulè si trova rosso e bianco; per chi non beve alcolici, molti stand servono succo di mela caldo alla cannella.

Da portare a casa: mele della Val di Non, speck dell'Alto Adige, grappe di piccole distillerie e una bottiglia di Trentodoc o di Lagrein. Per la cena, prenotate in una Stube, la tradizionale sala rivestita in legno: nei weekend di dicembre i ristoranti del centro sono pieni e senza prenotazione è difficile trovare posto.

Un itinerario di tre giorni

  • Giorno 1: arrivo a Trento in treno, pomeriggio al Castello del Buonconsiglio e sera al mercatino.
  • Giorno 2: treno per Merano via Bolzano (circa un'ora e mezza), sosta al mercatino di piazza Walther a Bolzano e al Museo Archeologico dell'Alto Adige, che custodisce Ötzi. Sera a Merano.
  • Giorno 3: mattina alle Terme di Merano e passeggiata Tappeiner, poi rientro. In alternativa, una giornata in Val di Fiemme sulla neve.

Dove dormire

Hotel Castel Rundegg – Merano (Alto Adige)

Il parco di Hotel Castel Rundegg a Merano

Un castello del 1152 a Maia Alta, a pochi passi dal centro di Merano e sul sentiero dedicato a Sissi. Ha un centro benessere, un grande parco e camere e suite ampie con vista sulle montagne. Dopo una serata al freddo tra le casette si rientra a piedi, senza bisogno dell'auto.

Hotel Villa Madruzzo – Trento (Trentino)

Hotel Villa Madruzzo sulla collina di Trento

Una villa storica sulla collina di Trento, circondata da un parco di abeti rossi, con pavimenti in legno, mobili d'antiquariato e tappeti persiani. Il ristorante propone una cucina curata con vini locali e nazionali. Il centro e il mercatino si raggiungono in pochi minuti d'auto o in taxi.

Historic Hotel La Stua – Cavalese (Val di Fiemme)

La sala ristorante dell'Historic Hotel La Stua a Cavalese

Per chi vuole unire mercatini e neve: un quattro stelle a Cavalese con arredi d'epoca e camini, a 400 metri dagli impianti dell'Alpe Cermis, con sauna e bagno turco. Trento è a circa un'ora d'auto, e in valle ci sono i mercatini dei paesi, più piccoli e meno affollati.

Verificate le disponibilità per le vostre date e prenotate direttamente con la dimora: i weekend di dicembre si riempiono presto.

Consigli pratici

  • Muovetevi in treno: Trento, Bolzano e Merano sono collegate dalla ferrovia e vicino ai mercatini parcheggiare è difficile.
  • Portate un po' di contanti, perché non tutte le casette accettano carte.
  • La sera la temperatura scende sotto zero: scarpe impermeabili e abbigliamento a strati.
  • Il 25 e il 26 dicembre molti negozi e ristoranti sono chiusi: organizzate i pasti in anticipo.

Un'idea regalo

Se il weekend ai mercatini è un regalo, i nostri voucher valgono in tutte le dimore della categoria scelta e garantiscono la migliore camera disponibile.

Domande frequenti

Quando aprono i mercatini di Natale di Trento e Merano nel 2026?
Trento apre il 20 novembre e Merano il 26 novembre 2026; entrambi chiudono il 6 gennaio 2027.

Quanti giorni servono per vedere Trento e Merano?
Due notti bastano per entrambi i mercatini; con tre si aggiungono Bolzano, le terme o una giornata sulla neve.

Conviene andare in auto o in treno?
In treno: le tre città sono sulla stessa linea e i centri storici sono a pochi minuti a piedi dalle stazioni.

Per continuare, leggete la nostra guida al foliage in Val di Fiemme o il weekend a Verona, oppure scoprite tutte le dimore della collezione.

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Dove mangiare a Reggio Emilia: erbazzone, cappelletti e dove dormire

Chi cerca dove mangiare a Reggio Emilia trova una città che a tavola ha un'identità precisa, diversa da quella delle vicine Parma e Modena: qui il Parmigiano Reggiano ha preso il nome, l'erbazzone si compra caldo al forno a metà mattina e i cappelletti in brodo sono il piatto delle feste. Il centro storico, raccolto attorno alle sue piazze, si gira a piedi in un pomeriggio.

In questa guida trovate i piatti da assaggiare, qualche consiglio pratico per scegliere dove sedersi e tre luoghi di charme dove dormire, in città e sulle colline reggiane.

Cosa mangiare a Reggio Emilia

Erbazzone. È il simbolo della città: una torta salata di pasta sottile ripiena di bietole o spinaci, Parmigiano e, nella versione classica, pancetta o lardo. Si mangia a qualsiasi ora, tiepido, meglio se comprato nei forni del centro.

Cappelletti in brodo. A Reggio si chiamano cappelletti e non tortellini, con un ripieno di carni e Parmigiano: il piatto delle domeniche d'inverno, servito in brodo di cappone.

Tortelli verdi e tortelli di zucca. I primi con ricotta ed erbette, conditi con burro e Parmigiano; i secondi, in autunno, con la zucca e un tocco di amaretto e mostarda.

Gnocco fritto e salumi. Le strisce di pasta fritta gonfie e dorate accompagnano salame, coppa e prosciutto: è il modo reggiano di cominciare una cena.

Parmigiano Reggiano, Lambrusco e aceto balsamico. Il formaggio stagionato a lungo, il Lambrusco Reggiano frizzante e l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, riconoscibile dal bollino colorato che ne indica l'invecchiamento, sono i tre prodotti da portare a casa.

Dove mangiare: consigli pratici

  • Il mercato del centro. Il martedì e il venerdì mattina le bancarelle occupano le piazze del centro storico: il momento giusto per erbazzone e formaggio in piedi.
  • Osterie di tradizione. Per cappelletti e bolliti cercate le trattorie storiche del centro, come il Ristorante Canossa; in autunno molte propongono anche i piatti di zucca.
  • Salite in collina. Le colline verso Canossa e Viano hanno trattorie di campagna e caseifici che vendono il Parmigiano direttamente: una mezza giornata che vale il viaggio.
  • Chiedete del balsamico. Molte acetaie familiari aprono su appuntamento: la visita va prenotata qualche giorno prima.
  • Prenotate nel fine settimana. Il sabato sera le trattorie più note si riempiono già a metà settimana.

Cosa vedere tra un pasto e l'altro

Piazza Prampolini, la Piazza Grande, con il Duomo e il Battistero, e la vicina Piazza San Prospero, con i leoni di marmo rosso davanti alla basilica, sono il salotto della città. Nel Palazzo del Comune la Sala del Tricolore ricorda la nascita della bandiera italiana, adottata qui nel 1797. Poco lontano, la Basilica della Ghiara conserva uno dei cicli di affreschi seicenteschi più ricchi dell'Emilia, e i Chiostri di San Pietro ospitano mostre ed eventi.

Dove dormire a Reggio Emilia

Hotel Posta – Reggio Emilia (Emilia-Romagna)

Camera d'epoca dell'Hotel Posta a Reggio Emilia

Nel cuore del centro storico, dentro l'antico Palazzo del Capitano del Popolo affacciato su Piazza Grande: l'Hotel Posta conserva affreschi e ambienti d'epoca a pochi passi dal Duomo. È la base ideale per un weekend gastronomico da fare tutto a piedi, dal mercato alle osterie.

Borgo Cadonega Relais & Spa – Viano (Emilia-Romagna)

Borgo Cadonega sulle colline di Viano

Un antico borgo medievale restaurato sulle colline reggiane, a circa mezz'ora dalla città. Giardino, spa e ristorante con cucina del territorio ne fanno la scelta per chi vuole alternare la città alle colline dei caseifici e delle trattorie di campagna.

Albergo dei Medaglioni – Correggio (Emilia-Romagna)

Albergo dei Medaglioni nel centro di Correggio

Tre palazzi storici uniti nel centro di Correggio, a un quarto d'ora da Reggio, con uno stile che richiama il Liberty e un ristorante nel cortile interno. Una buona alternativa per chi vuole unire Reggio a una sera nella città natale del pittore Antonio Allegri, detto il Correggio.

Verificate le disponibilità per il vostro weekend a Reggio Emilia: scegliete la dimora e le date qui sotto.

Un weekend gastronomico da regalare

Per chi ama la cucina emiliana, il voucher Dimore d'Epoca è un regalo che lascia libera la scelta della dimora e delle date.

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico di Reggio Emilia?

L'erbazzone, torta salata di bietole e Parmigiano, insieme ai cappelletti in brodo e ai tortelli verdi.

Che differenza c'è tra cappelletti e tortellini?

Cambiano forma, dimensione e ripieno: i cappelletti reggiani sono più grandi, con un ripieno di carni e molto Parmigiano, e si servono in brodo.

Si può visitare un caseificio del Parmigiano Reggiano?

Sì, molti caseifici delle colline reggiane accolgono visitatori la mattina, quando si lavora il latte: conviene prenotare.

Per continuare

L'Emilia a tavola non finisce a Reggio: leggete anche dove mangiare a Modena e dove mangiare a Parma, oppure scoprite le dimore della collezione.

Foto di apertura: Mario Falcetti, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

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Weekend a Orvieto: cosa vedere e dove dormire tra i relais dell'Umbria

Un weekend a Orvieto in autunno mette insieme tutto quello che si cerca in Umbria: una città arroccata sulla rupe di tufo, un Duomo tra i più belli d'Italia, cantine scavate nella roccia e, intorno, colline di vigne e ulivi dove tra ottobre e novembre si fanno vendemmia e raccolta. È una meta comoda anche da Roma e da Firenze, a poco più di un'ora di treno.

In questa guida trovi cosa vedere in due giorni, dove mangiare con qualche consiglio pratico e tre relais in Umbria dove dormire, tutti in campagna a pochi minuti dalla città, con piscina e colazione inclusa.

Cosa vedere a Orvieto in un weekend

Il Duomo e la Cappella di San Brizio

La facciata del Duomo di Orvieto, con i mosaici dorati e i bassorilievi, basta da sola a giustificare il viaggio. All'interno, la Cappella di San Brizio custodisce il ciclo di affreschi di Luca Signorelli sul Giudizio Universale, che anticipa di qualche decennio Michelangelo. Entrate al mattino, quando la luce entra di lato.

Orvieto sotterranea e il Pozzo di San Patrizio

Sotto la città c'è un'altra città: centinaia di grotte, cunicoli e cisterne scavati nel tufo nel corso dei secoli, visitabili con le guide di Orvieto Underground. Al margine della rupe, il Pozzo di San Patrizio scende per oltre cinquanta metri con due scale elicoidali che non si incrociano mai: una per scendere, una per risalire.

Dintorni: Civita di Bagnoregio e il lago di Bolsena

Con l'auto, la domenica si può dedicare a Civita di Bagnoregio, il borgo sospeso sul calanco raggiungibile solo a piedi, oppure al lago di Bolsena, entrambi a meno di mezz'ora. In autunno, i frantoi della zona aprono le porte per la spremitura dell'olio nuovo.

Dove mangiare a Orvieto

La cucina orvietana è di terra: umbrichelli (la pasta fatta a mano, simile ai pici) al ragù o al tartufo, porchetta, cacciagione e, da ottobre, il tartufo nero. Nel bicchiere, l'Orvieto Classico, il bianco che nasce proprio sotto la rupe.

  • Trattorie del centro storico: le vie intorno a piazza della Repubblica e al Duomo sono piene di osterie; spostatevi di una traversa per mangiare meglio.
  • Cantine nel tufo: diverse enoteche e cantine del centro hanno le sale di degustazione nelle grotte sotto la città.
  • Nei relais: La Cacciata ha un ristorante di cucina umbra aperto da oltre trent'anni, comodo per la sera senza dover riprendere l'auto.

Consigli pratici. Il centro storico è ZTL: si lascia l'auto nei parcheggi ai piedi della rupe e si sale con la funicolare dalla stazione o con le scale mobili dal parcheggio. Il sabato sera le trattorie si riempiono: prenotate. A novembre molte chiudono un giorno infrasettimanale, meglio verificare.

Dove dormire a Orvieto: tre relais di campagna

Borgo San Faustino – Orvieto (Umbria)

Area benessere all'aperto del Borgo San Faustino sulle colline di Orvieto

Un insieme di casali storici su una collina affacciata sulla campagna umbra, con camere spaziose, piscina esterna e un centro benessere con spa. Il ristorante interno e il parcheggio gratuito lo rendono una base autonoma, adatta a chi vuole alternare la visita della città a un pomeriggio di riposo.

La Cacciata – Orvieto (Umbria)

Scuderie e cavalli all'agriturismo La Cacciata vicino a Orvieto

Alle porte di Orvieto, l'agriturismo occupa tre casolari tra Settecento e Ottocento restaurati nello stile rustico della zona. Dieci camere, un ristorante di cucina umbra attivo da più di trent'anni e un centro di equitazione con scuderie e passeggiate a cavallo tra le colline. La scelta giusta per chi viaggia con bambini o ama il cavallo.

La Chiusetta – Orvieto (Umbria)

A circa dieci minuti d'auto da Orvieto, La Chiusetta è un agriturismo in pietra immerso nella campagna, con camere in stile rustico affacciate sul giardino, piscina esterna e ristorante. Semplice e tranquillo, è pensato per chi cerca silenzio e cielo aperto dopo una giornata sulla rupe.

Verifica le disponibilità per il tuo weekend. I fine settimana di ottobre e i ponti d'autunno sono i più richiesti in Umbria. Scegli il relais e le date qui sotto: in pochi secondi vedi prezzi e disponibilità.

Cosa controllare prima di prenotare

  • Auto: i tre relais sono in campagna, quindi serve un'auto. In alternativa, chiedete alla struttura un transfer dalla stazione.
  • Piscina: in autunno le piscine esterne possono essere chiuse; se è importante, chiedetelo prima.
  • Visite: Orvieto Underground ha partenze a orario; nei weekend conviene prenotare.

Un'idea regalo

Un weekend in Umbria da regalare? Con un voucher Dimore d'Epoca chi lo riceve sceglie la dimora e le date, anche tra i relais di questo articolo.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per visitare Orvieto?

Una giornata piena basta per il Duomo, Orvieto sotterranea e il Pozzo di San Patrizio; con un weekend si aggiungono Civita di Bagnoregio o il lago di Bolsena.

Come si arriva a Orvieto?

In treno sulla linea Roma-Firenze, poi funicolare fino al centro; in auto dall'A1, uscita Orvieto, con parcheggi ai piedi della rupe.

Meglio dormire in centro o in campagna?

In campagna se viaggiate in auto e cercate piscina, spazio e silenzio: i tre relais sono a pochi minuti dalla città.

Scopri le altre dimore in Umbria

Da Orvieto si prosegue facilmente verso Todi, Perugia e il lago Trasimeno. Tutti i relais e le dimore della collezione sono nella sezione hotel e dimore di Dimore d'Epoca.

Foto di apertura: Livioandronico2013, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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Weekend a Cortona in autunno: cosa vedere, dove mangiare e dove dormire

Un weekend a Cortona in autunno ha un ritmo diverso da quello estivo: le terrazze si svuotano, la Valdichiana sotto le mura cambia colore con la vendemmia e la raccolta delle olive, e la città torna a essere quello che è sempre stata, un borgo etrusco arroccato a quasi seicento metri che si gira a piedi in due giorni.

In questa guida trovate cosa vedere a Cortona in un fine settimana, dove mangiare i piatti della Valdichiana con qualche consiglio pratico, e tre luoghi di charme dove dormire, tra il centro storico e la campagna.

Cosa vedere a Cortona in un weekend

Piazza della Repubblica e Piazza Signorelli sono il cuore della città, unite dal Palazzo Comunale con la sua scalinata. Da qui partono le strade in salita che raccontano meglio di ogni museo come è costruita Cortona: via Janelli, con le case medievali a sbalzo, e via Berrettini verso la parte alta.

Il MAEC, il Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona in Palazzo Casali, è la visita da non saltare: reperti delle necropoli della zona, il celebre lampadario etrusco in bronzo e una sezione dedicata alla storia della città. Chi vuole vedere gli Etruschi sul posto può proseguire in pianura verso i tumuli del Sodo e la Tanella di Pitagora, a pochi minuti d'auto.

Il Museo Diocesano, di fronte al Duomo, conserva l'Annunciazione del Beato Angelico, una delle opere più luminose del primo Rinascimento. In salita si arriva alla Basilica di Santa Margherita e alla Fortezza del Girifalco, da cui lo sguardo spazia sulla Valdichiana fino al Lago Trasimeno. Poco sotto le mura, la chiesa di Santa Maria del Calcinaio di Francesco di Giorgio Martini merita la deviazione.

La domenica mattina è il momento giusto per l'Eremo Le Celle, il convento francescano scavato nella roccia a tre chilometri dal centro, raggiungibile anche a piedi.

Dove mangiare a Cortona: piatti e consigli pratici

La cucina di Cortona è quella della Valdichiana: pici all'aglione, la bistecca di chianina (la razza bovina di questa valle), zuppe di legumi e, in autunno, funghi e primi al tartufo. Da bere, il Cortona DOC, con il Syrah che qui ha trovato una seconda patria.

  • Prenotate il sabato sera. Nei weekend le trattorie del centro, come l'Osteria del Teatro o la Trattoria Dardano, si riempiono presto anche in bassa stagione.
  • La bistecca si ordina a peso. Chiedete sempre la grammatura prima di ordinare: una fiorentina di chianina per due persone supera facilmente il chilo.
  • A pranzo, fuori porta. Nei borghi della Valdichiana si mangia bene spendendo meno che in centro: è il modo migliore di spezzare il giro tra i tumuli etruschi.
  • Olio nuovo a novembre. Dalla fine di ottobre i frantoi della zona iniziano la spremitura: se vi capita un frantoio aperto, fermatevi per una bruschetta con l'olio appena franto.

Consigli pratici per il weekend

  • Parcheggio: il centro è in ZTL. Il parcheggio dello Spirito Santo, sotto le mura, è collegato alla parte alta da scale mobili.
  • Scarpe comode: Cortona è quasi tutta in salita, con tratti ripidi e lastricati.
  • Quando andare: ottobre e novembre hanno giornate miti e luce limpida; i weekend di ottobre sono i più richiesti.

Dove dormire a Cortona: tre luoghi di charme

Il Falconiere – Cortona (Toscana)

Il Falconiere Relais e Spa nella campagna di Cortona

Una villa del Seicento nella campagna sotto Cortona, legata da sempre alla famiglia Baracchi che l'ha trasformata in relais. Piscina, spa e una cucina di alto livello fanno del Falconiere la scelta per chi vuole un weekend lento, con la città a pochi minuti d'auto e la sera il silenzio della collina.

La Corte di Ambra – Cortona (Toscana)

Camera de La Corte di Ambra a Cortona

Nel pieno centro storico, dentro il quattrocentesco Palazzo Fierli-Petrella: i proprietari hanno trasformato la casa di famiglia in un bed and breakfast di lusso con poche camere. È la scelta per chi vuole girare tutto a piedi e uscire la mattina direttamente tra i vicoli.

Monastero di Cortona Hotel & Spa – Cortona (Toscana)

Monastero di Cortona Hotel e Spa nel centro storico

Un antico monastero nel centro storico trasformato in albergo, con ambienti contemporanei, un giardino e un roof garden affacciato sui tetti. La spa, su prenotazione, è il modo giusto per chiudere una giornata passata a salire e scendere per le strade di Cortona.

Verificate le disponibilità per il vostro weekend: in autunno i sabati a Cortona si riempiono con qualche settimana di anticipo. Scegliete la dimora e le date qui sotto.

Un weekend da regalare

Se il weekend a Cortona è un regalo, il voucher Dimore d'Epoca lascia a chi lo riceve la scelta della dimora e delle date.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Cortona?

Due giorni bastano per il centro storico, il MAEC, il Museo Diocesano e la Fortezza del Girifalco. Con un terzo giorno si aggiungono le tombe etrusche della pianura e l'Eremo Le Celle.

Cortona è adatta a un weekend in autunno?

Sì: ottobre e novembre sono tra i mesi migliori, con meno visitatori, vendemmia e olio nuovo. Alcuni ristoranti riducono i giorni di apertura, quindi conviene prenotare.

Meglio dormire in centro o in campagna?

In centro si fa tutto a piedi; in campagna si guadagnano spazio, piscina e silenzio, ma serve l'auto per salire in città.

Per continuare

Da Cortona la Toscana del sud è a un passo: leggete anche dove mangiare a Montepulciano e in Val d'Orcia e il nostro weekend a Orvieto, oppure sfogliate tutte le dimore della collezione.

Foto di apertura: Spike, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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Weekend a Firenze in autunno: cosa fare, dove mangiare e dove dormire

Un weekend a Firenze in autunno ha un ritmo diverso da quello estivo: le code agli Uffizi si accorciano, la luce di ottobre scalda la pietra dei palazzi e sulle colline intorno alla città inizia la raccolta delle olive. È la stagione in cui Firenze si lascia girare a piedi senza fretta, con le giornate ancora miti e le prime sere da trattoria.

In questa guida trovi un programma di due giorni tra Duomo, Oltrarno e colline, gli indirizzi per mangiare bene con qualche consiglio pratico, e tre luoghi di charme dove dormire: due nel cuore della città e uno in campagna, a pochi minuti dal centro.

Cosa fare in un weekend a Firenze

Sabato: il centro storico, con le prenotazioni giuste

La mattina è il momento migliore per la Galleria dell'Accademia e il David di Michelangelo, a due passi da piazza Santissima Annunziata. Da lì si scende verso il Duomo: la salita alla cupola del Brunelleschi è a numero chiuso e va prenotata con l'orario, spesso con diversi giorni di anticipo. Nel pomeriggio, Galleria degli Uffizi con biglietto a orario e, all'uscita, una passeggiata fino a Ponte Vecchio quando la luce si abbassa sull'Arno.

Domenica: Oltrarno e colline

Attraversato il fiume, l'Oltrarno è la Firenze delle botteghe artigiane, di Santo Spirito e di Palazzo Pitti con il Giardino di Boboli, che in autunno si colora di rossi e gialli. Per il panorama sulla città si sale a piazzale Michelangelo e, cento metri più in alto, alla basilica di San Miniato al Monte, più tranquilla e con la stessa vista. Chi ha l'auto può chiudere il weekend sulle colline di Fiesole o verso il Chianti, a mezz'ora dal centro.

Dove mangiare a Firenze

La cucina fiorentina è semplice e va presa sul serio: bistecca alla fiorentina, ribollita, pappa al pomodoro, trippa e lampredotto. In autunno arrivano i funghi porcini, la castagna e soprattutto l'olio nuovo, che da fine ottobre si assaggia sulla fettunta.

  • Mercato Centrale e San Lorenzo: al piano terra il mercato storico, al primo piano i banchi di cucina aperti anche la sera. Buono per un pranzo veloce tra una visita e l'altra.
  • Lampredotto dai trippai: i chioschi di strada lo servono nel panino con salsa verde e piccante. È lo street food fiorentino per eccellenza, da mangiare in piedi.
  • Trattorie di quartiere: Sant'Ambrogio, Santo Spirito e San Frediano sono le zone dove si mangia meglio e si spende meno rispetto alle vie del Duomo.

Consigli pratici. La bistecca si ordina a peso (il prezzo in carta è quasi sempre all'etto) e si serve al sangue: una da un chilo basta per due. Nel fine settimana le trattorie più note vanno prenotate, soprattutto la sera; molte chiudono la domenica o il lunedì. Il coperto e il pane sono spesso in conto, l'acqua del rubinetto no: chiedetela se preferite.

Dove dormire a Firenze: tre luoghi di charme

Loggiato dei Serviti – Firenze (Toscana)

Piazza Santissima Annunziata a Firenze con il Loggiato dei Serviti

Affacciato su piazza Santissima Annunziata, una delle piazze rinascimentali più armoniose della città, il Loggiato dei Serviti occupa un edificio del Quattrocento a 150 metri dalla Galleria dell'Accademia e a pochi passi dal Duomo. Le camere sono arredate con mobili d'epoca e la colazione è inclusa. È la scelta giusta per chi vuole fare tutto a piedi e rientrare la sera in una piazza silenziosa.

Hotel Torre Guelfa – Firenze (Toscana)

Nel Palazzo Acciaiuoli, un edificio del Duecento a 100 metri da Ponte Vecchio e dagli Uffizi, l'Hotel Torre Guelfa ha la sua carta migliore nella torre medievale: dalla terrazza in cima si vede tutta Firenze, dalla cupola a Palazzo Vecchio. Colazione inclusa. Adatto a chi vuole dormire nel punto più centrale della città, tra i due lati dell'Arno.

Marignolle Relais & Charme – Firenze (Toscana)

Marignolle Relais & Charme tra ulivi e cipressi sulle colline di Firenze

A circa 3 chilometri dal centro storico, sulle colline di Marignolle, questa casa di campagna ha camere con mobili antichi e lavabi in marmo di Carrara, la colazione servita nel gazebo e una piscina tra gli ulivi. Con il parcheggio gratuito è la base più comoda per chi arriva in auto e vuole unire la città a una giornata tra le colline.

Verifica le disponibilità per il tuo weekend. I fine settimana d'autunno a Firenze si riempiono presto, in particolare nei ponti. Scegli la dimora e le date qui sotto: in pochi secondi vedi prezzi e disponibilità.

Cosa controllare prima di prenotare

  • ZTL: il centro è zona a traffico limitato. Se arrivate in auto e dormite in centro, chiedete alla struttura come comunicare la targa o dove parcheggiare.
  • Musei: Uffizi, Accademia e cupola del Duomo si prenotano con orario. Meglio farlo appena fissate le date.
  • Tassa di soggiorno: a Firenze si paga in struttura, a notte e a persona, in base alla categoria.
  • Treno: da Santa Maria Novella il Loggiato dei Serviti e la Torre Guelfa si raggiungono a piedi in 15-20 minuti.

Un'idea regalo

Se il weekend a Firenze è un regalo, puoi trasformarlo in un voucher Dimore d'Epoca: chi lo riceve sceglie la dimora e le date, anche tra quelle di questo articolo.

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per un weekend a Firenze in autunno?

Ottobre e la prima metà di novembre: temperature ancora miti, meno folla nei musei rispetto all'estate e l'arrivo dell'olio nuovo sulle colline.

Quanti giorni servono per vedere Firenze?

In due giorni si vedono Duomo, Accademia, Uffizi, Ponte Vecchio e Oltrarno, a patto di prenotare i musei con orario. Tre giorni permettono di aggiungere Fiesole o il Chianti.

Meglio dormire in centro o in collina?

In centro se arrivate in treno e volete muovervi a piedi; in collina, come a Marignolle, se viaggiate in auto e cercate silenzio, piscina e parcheggio.

Scopri le altre dimore in Toscana

Firenze è anche il punto di partenza ideale per il Chianti e la Val d'Orcia. Tutte le strutture della collezione sono nella sezione hotel e dimore di Dimore d'Epoca, con prezzi e disponibilità aggiornati.

Foto di apertura: Giorgio Galeotti, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

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