Dove dormire vicino a Portofino: 3 dimore a Santa Margherita

Dormire vicino a Portofino senza pagare Portofino è possibile, e la base giusta si chiama Santa Margherita Ligure: cinque chilometri di strada panoramica, un battello che parte dal molo e un centro storico che resta vivo anche fuori stagione. È la scelta che fanno da sempre i liguri, e che a settembre e ottobre diventa ancora più sensata, quando il golfo si svuota e l'acqua è al suo punto migliore.

Santa Margherita è una cittadina di villeggiatura ottocentesca: ville affacciate sul mare, palme, il porticciolo dei pescatori e una passeggiata che porta fino a Paraggi. Da qui si raggiungono in giornata Portofino, San Fruttuoso, Camogli e Rapallo, e si torna la sera in un albergo con il giardino invece che in una camera stretta a picco sul borgo.

In questa guida trovate tre dimore storiche della collezione Dimore d'Epoca a Santa Margherita Ligure, cosa fare nel Golfo del Tigullio senza l'auto e le cose pratiche da sapere prima di prenotare.

Dove dormire a Santa Margherita Ligure, vicino a Portofino

Villa Gelsomino Luxury House – Santa Margherita Ligure

Villa Gelsomino è una villa del 1874 affacciata sul Golfo del Portofino, in una via privata poco sopra il centro. Ha conservato i pavimenti originali genovesi in graniglia e i soffitti affrescati, diversi in ogni stanza, e intorno ha un giardino mediterraneo di oltre settecento metri quadri disegnato all'italiana, con spazi riservati agli ospiti e una vasca idromassaggio all'aperto. Le camere portano i nomi dei luoghi che si vedono da qui: Portofino, Camogli, Portovenere, Cinque Terre.

È una casa più che un albergo, e si sente nel servizio: la colazione è artigianale, con prodotti liguri a chilometro zero, e su richiesta uno chef prepara cene e degustazioni di cucina ligure per gli ospiti. Chi cerca una base tranquilla per esplorare il golfo, con il comfort di una villa privata e la vista sul mare dal balcone, qui la trova.

Il giardino mediterraneo di Villa Gelsomino a Santa Margherita Ligure visto dall'alto

Mediterraneo Emotional Hotel & Spa – Santa Margherita Ligure

Il Mediterraneo occupa un palazzo di fine Settecento in via della Vittoria, a pochi minuti dal lungomare, ed è stato restaurato con un intervento conservativo seguito dalla Soprintendenza ligure: marmi, cementine artigianali e legno restano protagonisti, insieme al giardino su cui si affacciano le terrazze.

È l'indirizzo giusto per chi vuole aggiungere il benessere alla giornata di mare: c'è un centro benessere con piscina coperta, il ristorante Café Antico Cedro e il servizio di spiaggia riservata, quindi si può alternare una mattina in battello a Portofino a un pomeriggio senza spostarsi. La colazione a buffet è ricca e servita anche nella sala con il camino.

La piscina coperta del centro benessere del Mediterraneo Emotional Hotel a Santa Margherita Ligure

Villa Alberti – Santa Margherita Ligure

Villa Alberti è una residenza privata degli anni Trenta, costruita nel cuore di Santa Margherita con una pianta ottagonale che non ha eguali in zona, e trasformata in albergo con un restauro del 2021 che ha lasciato la muratura in pietra, i pavimenti in graniglia e il parquet originale. Sono dodici unità tra camere e suite affacciate sul giardino, alcune con angolo cottura: una soluzione comoda per chi si ferma più di due notti.

La colazione si prende nel giardino d'inverno o nel parco privato, con la focaccia genovese al posto giusto, e gli ospiti accedono al ristorante Antico Cedro e al centro benessere della struttura adiacente: piscina interna riscaldata, sauna, bagno turco e percorso Kneipp, su prenotazione. La gestione è familiare e locale, e questo è il motivo principale per cui la si sceglie.

Villa Alberti a Santa Margherita Ligure vista dall'alto, con il parco e il mare sullo sfondo

Cosa fare nel Golfo del Tigullio

  • Portofino si raggiunge in battello dal molo di Santa Margherita, in autobus o a piedi lungo la strada panoramica, poco più di un'ora costeggiando le calette di Paraggi. La piazzetta si visita in mezz'ora: il bello viene dopo, salendo alla chiesa di San Giorgio e al faro.
  • San Fruttuoso, l'abbazia benedettina incastrata in una baia senza strade, si raggiunge solo via mare o a piedi dal Monte di Portofino: è la gita che vale il viaggio.
  • Camogli, dall'altra parte del promontorio, con le case alte e strette e il porticciolo: ci si arriva in treno in pochi minuti.
  • Rapallo e la funivia per il santuario di Montallegro, per la vista dall'alto su tutto il golfo.
  • A Santa Margherita, la Basilica di Santa Margherita d'Antiochia e il parco di Villa Durazzo, sopra il porto, che si visita anche solo per il belvedere.

Cosa sapere prima di prenotare

  • L'auto conviene lasciarla ferma. La strada per Portofino è stretta e nei fine settimana è congestionata, i parcheggi nel borgo sono pochi e cari: il battello o l'autobus da Santa Margherita costano meno e non fanno perdere tempo.
  • Il treno arriva a Santa Margherita Ligure-Portofino, sulla linea Genova-La Spezia: è la stazione più comoda anche per chi arriva dall'aeroporto di Genova.
  • Le spiagge sono in gran parte stabilimenti: se il servizio spiaggia è importante, chiedetelo alla struttura in fase di prenotazione.
  • Fuori stagione alcuni battelli riducono le corse e qualche locale chiude: a ottobre e novembre conviene verificare gli orari il giorno prima.

Regalare un soggiorno sul Golfo del Tigullio

Un soggiorno vicino a Portofino è uno dei regali che funzionano sempre, e con i voucher Dimore d'Epoca si regala senza dover scegliere date e struttura al posto di chi lo riceve: si sceglie la card in base alla categoria di dimora, dalla Card Oro alla Card Exclusive, e il numero di notti, da una a quattro. Il codice arriva via email, vale dodici mesi ed è rinnovabile; per prenotare basta contattare l'ufficio allo 0444 324525. Funziona anche come regalo aziendale, attraverso i piani welfare.

Domande frequenti

Conviene dormire a Portofino o a Santa Margherita Ligure?
Santa Margherita ha molte più strutture, prezzi più ragionevoli, la stazione ferroviaria e i collegamenti in battello: Portofino dista cinque chilometri e si raggiunge in pochi minuti. Dormire nel borgo ha senso solo se si cerca proprio quello, mettendo in conto tariffe molto più alte e pochi posti disponibili.

Come si arriva a Portofino da Santa Margherita Ligure?
In battello dal molo, in autobus di linea, in taxi o a piedi lungo la strada panoramica, poco più di un'ora passando da Paraggi. In auto è la soluzione peggiore, per traffico e parcheggi.

Qual è il periodo migliore per il Golfo del Tigullio?
Da metà maggio a fine giugno e da settembre a metà ottobre: mare ancora buono, sentieri percorribili e molta meno folla rispetto a luglio e agosto.

Il golfo, con calma

Il Tigullio si gode meglio da una base tranquilla, con il tempo di prendere un battello la mattina e tornare a fare il bagno nel pomeriggio. Se il viaggio comincia o finisce nel capoluogo, la guida su dove dormire a Genova in dimora storica completa l'itinerario; tutte le altre dimore della collezione sono nella sezione Ville e Palazzi, e per un soggiorno da regalare c'è la pagina dei voucher.

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Weekend a Genova: dove dormire in dimora storica

Un weekend a Genova dormendo in una dimora storica è il modo più diretto per capire questa città: i caruggi non si attraversano, si abitano. Il centro storico genovese è uno dei più estesi d'Europa, un labirinto di vicoli stretti che si apre all'improvviso su una piazza, su una facciata affrescata o su una loggia medievale. Uscire dal portone e trovarsi già dentro la scena, senza passare da una tangenziale o da un parcheggio di periferia, cambia completamente il ritmo di due giorni.

C'è poi una ragione storica per scegliere un palazzo antico come base. Genova è la città dei Rolli, le residenze che tra Cinquecento e Seicento le famiglie nobili mettevano a disposizione per ospitare gli illustri di passaggio: un sistema di ospitalità pubblica gestito in case private, unico in Europa, tanto che le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 2006. Dormire in un palazzo del centro non è quindi un vezzo: è il modo in cui questa città ha sempre accolto chi arrivava.

In questa guida trovate le due dimore storiche della collezione Dimore d'Epoca nel centro di Genova, un itinerario di due giorni a piedi, cosa mangiare senza sbagliare e le poche cose pratiche da verificare prima di prenotare in un centro storico fatto di vicoli e di scale.

Dove dormire a Genova in dimora storica

Palazzo Cicala – Genova, piazza delle Scuole Pie

Palazzo Cicala si trova nel punto esatto in cui il centro storico smette di essere un labirinto e diventa monumentale: la piazzetta delle Scuole Pie, a pochi passi dalla Cattedrale di San Lorenzo, sulla cui piazza si affaccia la loggia medievale del palazzo. L'edificio risale alla metà del Cinquecento, quando la famiglia Cicala lo scelse come simbolo del proprio prestigio, e mostra oggi un'imponente facciata settecentesca e ambienti con soffitti a volta, stucchi e fregi originali.

Le camere sono tutte al piano nobile, ampie tra i trenta e i quaranta metri quadri, e l'arredo mette insieme la linearità del design contemporaneo e pochi mobili d'epoca scelti uno a uno: una scelta che evita l'effetto museo e lascia respirare le volte. La piazzetta resta silenziosa nonostante la posizione, e da qui il Porto Antico, l'Acquario e i musei di via Garibaldi si raggiungono tutti a piedi in pochi minuti. È l'indirizzo giusto per chi vuole svegliarsi già dentro la città vecchia.

Atrio con colonne e scalinata di Palazzo Cicala nel centro storico di Genova

Hotel De Ville – Genova, Sottoripa

L'Hotel De Ville occupa Palazzo Serra Gerace, in via di Sottoripa, sotto i portici medievali che corrono paralleli al porto: la strada delle friggitorie e delle botteghe, uno degli angoli più antichi e più riconoscibili di Genova. La struttura dell'edificio risale al Medioevo; agli inizi del Seicento era la residenza privata di Gerolamo Serra e nel 1846 diventò albergo con il nome di Hotel De La Ville. Danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, è stato restaurato negli anni Settanta ed è tutelato dai vincoli della Soprintendenza.

Sono sedici camere ampie distribuite su due piani, mentre gli spazi comuni raccontano la vocazione originaria della casa: affreschi settecenteschi nella sala del ristorante, una sala biliardo, una sala lettura e una cigar room. La colazione è continentale, pranzo e cena sono disponibili su richiesta. Chi arriva in treno lo apprezzerà: il Porto Antico è dall'altra parte dei portici e piazza De Ferrari si raggiunge in una decina di minuti a piedi.

Sala del ristorante con stucchi e affreschi settecenteschi dell'Hotel De Ville di Genova

Cosa vedere a Genova in un weekend

Due giorni bastano, a una condizione: muoversi a piedi e in verticale, usando ascensori pubblici e funicolari come fossero autobus.

Sabato. Si parte da via Garibaldi, la Strada Nuova dei palazzi nobiliari: Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Doria-Tursi formano i Musei di Strada Nuova e si visitano con un biglietto unico, e la terrazza di Palazzo Rosso è uno dei punti panoramici più belli sui tetti della città. Da lì si scende verso la Cattedrale di San Lorenzo, con la facciata a fasce bianche e nere, e ci si perde nei caruggi fino a piazza San Matteo, il quartiere dei Doria. Nel pomeriggio, Palazzo Reale con la sua Galleria degli Specchi e poi il Porto Antico ridisegnato da Renzo Piano, con l'Acquario e il Bigo.

Domenica. Mattina in altura: la funicolare Zecca-Righi o l'ascensore di Castelletto portano in pochi minuti a una vista completa sul porto, e la Spianata Castelletto è l'affaccio che i genovesi tengono per sé. Poi discesa verso il mare e passeggiata fino a Boccadasse, il borgo di pescatori inglobato nella città, con le case colorate e la spiaggetta di ciottoli: si raggiunge in autobus dal centro in una ventina di minuti, o a piedi da corso Italia per chi ha gambe. Se capita il fine settimana giusto, vale la pena controllare le date dei Rolli Days, quando decine di palazzi privati aprono le porte al pubblico.

Piatto della cucina ligure servito a Genova

Cosa mangiare a Genova

  • Focaccia genovese, a colazione o a metà mattina, come si fa qui: alta un dito, unta al punto giusto, comprata al banco.
  • Farinata di ceci, cotta nel forno a legna e servita bollente nelle sciamadde, le friggitorie storiche del centro.
  • Trofie al pesto o mandilli de sæa, le lasagne sottili condite con il pesto: il basilico genovese DOP fa la differenza.
  • Pansoti con la salsa di noci, il piatto di magro della tradizione.
  • Cappon magro, se lo trovate: un piatto di pesce e verdure costruito a strati, un tempo festivo, oggi raro.

Cosa controllare prima di prenotare

  • L'auto. Il centro storico è quasi tutto zona a traffico limitato e i vicoli non sono percorribili: chiedete alla struttura quale garage convenzionato usare e mettete in conto di lasciare l'auto ferma per tutto il weekend.
  • Il treno. Genova ha due stazioni principali, Piazza Principe e Brignole. Sono entrambe comode, ma conviene sapere quale è più vicina alla propria dimora prima di comprare il biglietto.
  • Scale e ascensori. Nei palazzi storici le camere migliori sono spesso al piano nobile: con bagagli pesanti o problemi di mobilità, chiedete conferma della presenza dell'ascensore.
  • La pioggia. Genova si gira a piedi: un pomeriggio di pioggia si salva con i Musei di Strada Nuova e Palazzo Reale, teneteli come piano B.

Regalare un weekend a Genova

Un weekend in dimora storica è anche un regalo che si ricorda più di un oggetto. Con i voucher Dimore d'Epoca si regala il soggiorno lasciando a chi lo riceve la scelta della struttura e delle date: si sceglie la card in base alla categoria di dimora, dalla Card Oro alla Card Exclusive, e il numero di notti, da una a quattro. Il codice arriva via email, la validità è di dodici mesi ed è rinnovabile; per prenotare basta contattare l'ufficio allo 0444 324525. È la formula più semplice per un compleanno, un anniversario o un regalo aziendale, anche tramite i piani welfare.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Genova?
Due giorni pieni bastano per il centro storico, i Musei di Strada Nuova, il Porto Antico e Boccadasse. Con una terza giornata si aggiunge un'escursione sulla Riviera, verso Camogli, Portofino o il Tigullio, raggiungibili in treno in meno di un'ora.

Conviene dormire nel centro storico di Genova?
Sì, se si vuole girare a piedi: dal centro storico si raggiungono senza mezzi la Cattedrale, via Garibaldi, piazza De Ferrari e il Porto Antico. Va messo in conto che l'auto resta in garage e che i vicoli sono stretti e in salita, quindi scegliere un palazzo con una posizione precisa, come piazza delle Scuole Pie o Sottoripa, semplifica il soggiorno.

Che cosa sono i Palazzi dei Rolli?
Sono le dimore nobiliari che dal Cinquecento venivano iscritte in liste ufficiali, i rolli, e sorteggiate per ospitare le personalità in visita ufficiale alla Repubblica di Genova. Le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli sono iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2006.

Un weekend che comincia dal portone

Genova non si consegna alla prima visita: chiede di essere attraversata lentamente, di alzare lo sguardo sulle facciate e di accettare qualche salita. Dormire in un palazzo del centro accorcia la distanza, perché la giornata comincia già dentro la scena. Trovate tutte le dimore della collezione nella sezione Ville e Palazzi, e per un soggiorno da regalare c'è la pagina dei voucher.

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Smart working in una dimora storica: come organizzare il soggiorno

Il lavoro da remoto ha cambiato il modo di viaggiare più di quanto abbia cambiato il modo di lavorare. Chi non è legato a una scrivania non ha più bisogno di comprimere un territorio in cinque giorni: arriva, resta due o tre settimane, tiene i propri orari e conosce un posto con il ritmo di chi ci abita, non di chi lo visita.

È il motivo per cui una parte di questi soggiorni si è spostata dagli appartamenti in città alle dimore storiche di campagna: spazio, silenzio e un contesto che a fine giornata non chiede di prendere un aereo per essere "altrove". Non è una formula che funziona ovunque, però. Una dimora del Trecento può avere muri di un metro che fermano il Wi-Fi, una sola sala comune condivisa con i clienti del ristorante e nessun posto dove fare una call riservata. Vale la pena capire prima cosa chiedere.

Perché una dimora storica funziona per il lavoro da remoto

Il vantaggio più concreto è la qualità delle ore che stanno intorno al lavoro. Stanze ampie, un parco al posto del traffico, la possibilità di uscire dalla porta e camminare mezz'ora tra i vigneti prima di rientrare per la call delle sedici. Le pause smettono di essere tempo perso e diventano la ragione per cui si è lì.

Il secondo vantaggio è la privacy. In una struttura con dieci o venti camere non ci sono gruppi, corridoi affollati o colazioni a turni: si lavora senza rumore di fondo e si può parlare al telefono in giardino senza che qualcuno ascolti. Per chi gestisce trattative o consulenze è un requisito, non un comfort.

Il terzo è più difficile da misurare ma è quello che riportano quasi tutti: cambiare la stanza in cui si lavora cambia il modo in cui si lavora. Soffitti alti, luce naturale, materiali veri. Chi scrive, progetta o disegna se ne accorge dopo il primo giorno.

Cosa verificare prima di prenotare

Il fascino non basta: un soggiorno di lavoro riuscito dipende da cinque dettagli molto poco romantici. Conviene chiederli per iscritto prima di confermare.

Soggiorno luminoso di una country suite del Relais il Canalicchio, con tavolo e affaccio sul verde
Un tavolo vero e una stanza che si chiude: il dettaglio che fa la differenza quando ci si ferma due settimane. Country suite del Relais il Canalicchio.
  • Connessione. Non "c'è il Wi-Fi", ma: che velocità c'è in camera (non solo alla reception), se la fibra arriva alla struttura e se esiste una linea di riserva. Nelle dimore in pietra il segnale cade tra un'ala e l'altra: chiedere una camera vicino al ripetitore è una richiesta normale.
  • Un posto dove fare le call. Una scrivania vera, una sedia da tavolo e una stanza che si chiude. Molte camere storiche hanno solo una consolle d'epoca e una poltrona: bellissime per due notti, faticose per due settimane.
  • Tariffe per soggiorni lunghi. Oltre le sette notti quasi tutte le dimore applicano condizioni diverse da quelle esposte online. Chiedere una quotazione settimanale o mensile, colazione inclusa o esclusa, e se la pulizia è giornaliera.
  • Autonomia sui pasti. Un angolo cottura o un appartamento con cucina cambia completamente l'economia di un soggiorno lungo, soprattutto se il ristorante interno chiude un giorno alla settimana o in bassa stagione.
  • Distanze reali. Una dimora isolata è perfetta finché non servono una farmacia, un supermercato o una stazione. Chiedere i chilometri effettivi e se serve l'auto (quasi sempre sì).

Aggiungiamo un punto che riguarda la stagione: molte strutture di campagna riducono i servizi da novembre a marzo, ed è proprio il periodo in cui i soggiorni lunghi costano meno. È un ottimo affare se si accetta che la piscina sia chiusa e la sala colazioni più silenziosa del previsto.

Tre dimore adatte a un soggiorno lungo

Tra le strutture della nostra collezione, queste tre funzionano bene per chi si ferma più di un weekend, per ragioni diverse.

Castello di Gargonza, tra Arezzo e Siena

Un borgo fortificato del 1150 legato all'esilio di Dante, restaurato negli anni Settanta senza trasformarlo in un resort. Le sistemazioni sono camere e case coloniche dentro le mura, con la struttura originale delle abitazioni contadine. Ci sono un ristorante aperto a pranzo e cena, un wine bar, una piscina panoramica e, nell'edificio del Frantoio, una sala meeting con i giardini intorno: la parte utile per chi deve alternare lavoro e presentazioni, o per un piccolo team che si sposta insieme. La posizione, sulla direttrice Arezzo-Siena, tiene entrambe le città a portata di giornata.

Le case in pietra e la torre del borgo fortificato di Gargonza
Il borgo fortificato del Castello di Gargonza, tra Arezzo e Siena.

Scopri il Castello di Gargonza

Castello Izzalini Todi Resort, Todi

È la soluzione più vicina all'idea di "abitare" una dimora storica: un castello del XIII secolo dove le sistemazioni sono studio, bilocali e trilocali, diversi con cucina autonoma. I pavimenti sono in parquet, i bagni rivestiti in mosaico Bisazza e la connessione internet ad alta velocità è indicata tra le dotazioni degli appartamenti — dettaglio non scontato in un edificio di queste dimensioni. Chi resta un mese qui vive come in una casa, con Todi a pochi chilometri e la possibilità di chiudere la giornata con un trattamento nella zona wellness.

Il Castello Izzalini Todi Resort tra la vegetazione delle colline di Todi
Il castello di Izzalini, a pochi chilometri da Todi.

Scopri il Castello Izzalini Todi Resort

Relais il Canalicchio, Collazzone

Il borgo di Canalicchio, nato attorno al Castello di Poggio tra il X e l'XI secolo, oggi è un relais con 30 camere nel Borgo Resort e 16 country suite di circa 45 metri quadri, alcune con angolo cottura, tutte con terrazza o patio. È la struttura più attrezzata delle tre sul fronte lavoro: tre sale meeting da 20 a 100 posti con attrezzature audio e video, oltre a ristorante, piscina, centro benessere e sala lettura. Adatta a chi deve ospitare qualcuno per due giorni senza spostarsi.

Veduta dall'alto del borgo del Relais il Canalicchio con la piscina
Il borgo di Canalicchio, nato attorno al Castello di Poggio.

Scopri il Relais il Canalicchio

Tutte e tre stanno nella sezione castelli e manieri della collezione, dove si trovano anche le altre dimore con appartamenti e spazi comuni utilizzabili durante il giorno.

Come dividere le giornate

L'errore più comune di chi lavora da una dimora è passarci dentro tutto il tempo. Il modo migliore per non farlo è decidere in anticipo le fasce: mattina piena al computer, pomeriggio più leggero, sera libera. Con un carico ben distribuito si chiude senza corse e restano intatte le ore in cui il posto dà il meglio — il tardo pomeriggio in vigna, la cena in paese, il mercato del sabato.

Due accorgimenti pratici: fissare le call ricorrenti nella stessa fascia, così le altre restano prevedibili, e tenere almeno un mezzo pomeriggio a settimana per uscire dal raggio dei cinque chilometri. Un soggiorno di tre settimane in cui si è visto solo il giardino della struttura è un soggiorno sprecato.

Trovare un lavoro che si possa fare da qui

La formula regge solo se il lavoro è davvero indipendente dal luogo. Consulenza, analisi, marketing, sviluppo, scrittura, progettazione e design lo sono quasi sempre; project management e amministrazione dipendono da come è organizzata l'azienda. Chi sta valutando il passaggio può farsi un'idea concreta guardando quante posizioni realmente remote esistono nel proprio ambito: portali come Jooble raccolgono gli annunci di aziende italiane e internazionali e permettono di filtrare per modalità di lavoro, per esempio tra le offerte di data entry in smart working a Roma.

Domande frequenti

Quanto costa un soggiorno di lavoro di due settimane in una dimora storica?

Dipende dalla stagione più che dalla struttura. Da novembre a marzo le tariffe settimanali delle dimore di campagna scendono in modo sensibile rispetto all'estate, e quasi tutte trattano condizioni dedicate oltre le sette notti: la quotazione va chiesta direttamente, perché raramente compare tra le tariffe pubblicate.

La connessione internet è affidabile in una dimora storica?

Nelle strutture ristrutturate di recente sì, ma varia da camera a camera: i muri in pietra attenuano il segnale. Conviene chiedere la velocità reale in camera e la presenza di una linea di riserva prima di prenotare, soprattutto se si fanno videochiamate quotidiane.

Meglio una camera o un appartamento?

Per soggiorni oltre le due settimane, un appartamento con cucina — come i bilocali del Castello Izzalini o le country suite del Canalicchio — riduce i costi e rende il soggiorno più simile a una vita normale. Sotto la settimana, una camera con una scrivania decente è sufficiente.

Si può lavorare da una dimora storica anche in bassa stagione?

È il periodo migliore per tariffe e tranquillità, a patto di verificare quali servizi restano aperti: piscina, spa e ristorante interno in alcune strutture chiudono o riducono gli orari da novembre a marzo.

Chi vuole regalare a qualcun altro qualche giorno in dimora può guardare i cofanetti regalo: una notte per due con colazione, con la dimora scelta al momento di prenotare.

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Dormire in un monastero: 3 abbazie tra Umbria e Toscana

Dormire in un monastero non è un'esperienza per pochi eletti né una rinuncia al comfort: è il modo più diretto per abitare, per una o due notti, un edificio costruito attorno al silenzio. Chiostri, refettori, celle affacciate su una valle: gli spazi monastici sono stati progettati secoli fa per una vita scandita dalla misura e dall'essenziale, e quella misura si sente ancora oggi appena si varca il portone.

Negli ultimi trent'anni molte abbazie, conventi e monasteri italiani rimasti vuoti sono stati recuperati e trasformati in dimore d'accoglienza. I migliori restauri hanno resistito alla tentazione di cancellare l'austerità originaria: hanno lasciato gli affreschi dove erano, hanno conservato i soffitti a travi e i corridoi lunghi, e hanno aggiunto solo quello che serve a dormire bene. Il risultato è un tipo di soggiorno difficile da trovare altrove, che unisce architettura, natura e un ritmo lento.

Questa guida raccoglie tre dimore della collezione ricavate da complessi monastici tra Umbria e Toscana, con indicazioni pratiche su cosa aspettarsi, cosa verificare prima di prenotare e le domande più frequenti su questo tipo di soggiorno.

Dove dormire in un monastero tra Umbria e Toscana

Abbazia San Pietro in Valle – Ferentillo (Umbria)

Siamo nella Valnerina, tra le Cascate delle Marmore e Spoleto, in una delle valli più verdi dell'Umbria. L'abbazia benedettina, fondata nel XII secolo, è oggi una country house di 18 camere doppie e 3 suite, gestita da tre sorelle — Federica, Letizia e Chiara — che seguono personalmente l'accoglienza.

Il complesso ha conservato gli affreschi medievali, gli arredi d'epoca e i dettagli architettonici originali: si dorme dentro la storia dell'edificio, non in una sua ricostruzione. Il ristorante lavora con prodotti locali e racconta la cucina umbra senza sovrastrutture. L'apertura è stagionale, da aprile a ottobre: settembre e ottobre, con i boschi che cambiano colore, sono forse il momento migliore per venire.

Il chiostro dell'Abbazia San Pietro in Valle a Ferentillo, in Umbria

Eremito – Parrano (Umbria)

Eremito è il caso più radicale dei tre, e il più interessante da spiegare. Sorge su una collina circondata da tremila ettari di riserva naturale, a poca distanza da Orvieto, Città della Pieve e Assisi, e a meno di due ore da Roma e Firenze. È pensato in particolare per chi viaggia da solo: le camere sono celluzze, stanze non ampie con letto alla francese, ristrutturate seguendo i canoni della cultura monastica, austere nell'aspetto ma con i comfort di oggi.

La cena si consuma in silenzio nel refettorio illuminato dalle candele, e la struttura promuove esplicitamente il digital detox. Non mancano però le concessioni al benessere contemporaneo: area relax con bagno turco, idromassaggio scavato nella roccia con cromoterapia e una sala yoga con vista sulla riserva della Biosfera UNESCO. Una cappella nella torre completa quello che i proprietari chiamano un eremo contemporaneo.

Il refettorio di Eremito a Parrano illuminato dalle candele

Monastero di Cortona Hotel & Spa – Cortona (Toscana)

La versione urbana dell'idea. Il monastero si trova in via del Salvatore, nel centro storico di Cortona, e il suo recupero è stato seguito dalla Soprintendenza di Arezzo: restano i soffitti a travi, gli affreschi restaurati e i corridoi imponenti, mentre l'antico refettorio è diventato la hall.

Le camere sono 40, distribuite in sei tipologie diverse per dimensione e affaccio: sulla strada antica, sul giardino con piscina, sulla corte o sui tetti di Cortona. Nella parte più antica del complesso, dentro una cisterna romana, è stata ricavata la spa: piscina con diciassette postazioni idromassaggio, due lettini Jacuzzi, cabine per i massaggi, zona relax, cascata di ghiaccio e sauna. C'è il garage coperto, dettaglio non banale in un centro storico chiuso al traffico.

La spa del Monastero di Cortona ricavata nell'antica cisterna romana

Cosa aspettarsi da una notte in un ex monastero

Chi prenota per la prima volta si aspetta spesso o troppa spiritualità o troppo poco carattere. La realtà sta nel mezzo. Nessuna di queste dimore chiede di partecipare a riti o funzioni: sono strutture ricettive a tutti gli effetti. Allo stesso tempo la struttura dell'edificio impone il suo ritmo — le camere ricavate da celle sono più raccolte, gli spazi comuni ampi e a volte volutamente spogli, l'acustica dei corridoi invita a parlare più piano.

È esattamente questo il motivo per cui funzionano come fuga di due giorni: non serve programmare nulla per sentire che il tempo passa in modo diverso.

Cosa controllare prima di prenotare

  • Stagionalità. Diverse abbazie chiudono in inverno: l'Abbazia San Pietro in Valle, per esempio, è aperta da aprile a ottobre.
  • Accessibilità e scale. Gli edifici storici hanno spesso scale, corridoi lunghi e pochi ascensori: se serve una camera al piano terra, va chiesto in fase di prenotazione.
  • Dimensioni delle camere. Nelle strutture ricavate da celle monastiche le stanze sono per definizione contenute: chi cerca metratura deve orientarsi sulle suite.
  • Isolamento e spostamenti. Alcune dimore sono immerse nel verde e distanti dai centri abitati: verificare la strada di accesso e l'eventuale presenza del ristorante interno per la cena.
  • Connessione. Dove il digital detox fa parte del progetto, la copertura può essere volutamente limitata: se serve lavorare, è meglio saperlo prima.

Regalare una notte in dimora con un voucher

Un soggiorno di questo tipo funziona bene anche come regalo, soprattutto per chi ha già tutto e non ha tempo. Con i voucher Dimore d'Epoca si sceglie l'importo per notte — dalla Card Oro a 150 € fino alla Card Exclusive a 500 €, con pacchetti da una a quattro notti — e chi lo riceve decide struttura e periodo tra gli hotel della collezione. Il codice arriva via email, la validità è di dodici mesi rinnovabili e la prenotazione si fa contattando direttamente il nostro ufficio.

Domande frequenti

Si può dormire in un monastero senza essere credenti?
Sì. Le dimore ricavate da abbazie e conventi sono strutture ricettive aperte a tutti: non è richiesta alcuna partecipazione a funzioni religiose né l'adesione a regole di comunità.

Qual è la differenza tra ospitalità monastica ed ex monastero trasformato in dimora?
L'ospitalità monastica è offerta da comunità religiose ancora attive, con orari e regole della casa. Le dimore di cui parliamo qui sono invece complessi storici recuperati e gestiti come hotel o country house: conservano l'architettura, non la vita conventuale.

Quanto costa dormire in un'abbazia in Umbria?
Le tariffe variano molto per stagione e tipologia di camera. Il modo più semplice per avere un prezzo aggiornato è consultare la scheda della singola dimora e richiedere la disponibilità per le date desiderate.

Un weekend che si ricorda per il silenzio

Tra un'abbazia della Valnerina, un eremo contemporaneo affacciato su una riserva naturale e un monastero nel centro di Cortona con la spa in una cisterna romana, c'è abbastanza varietà per costruire due giorni molto diversi tra loro. Il denominatore comune è un'idea di ospitalità che non ha bisogno di aggiungere niente all'edificio per essere memorabile. Le altre dimore della collezione, in Umbria, in Toscana e nel resto d'Italia, sono nel catalogo delle country house e delle ville e palazzi.

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Weekend a Napoli: dove dormire in dimora storica

Passare un weekend a Napoli e dormire in una dimora storica significa restare dentro la città, non ai suoi margini: nel centro antico gli alberghi di charme occupano piani nobili, palazzi settecenteschi e case di famiglia che affacciano direttamente sui vicoli.

È una differenza che si sente al mattino, quando si esce dal portone e si è già in mezzo ai Decumani, e la sera, quando si rientra a piedi dopo cena senza dover prendere un taxi. Il centro storico di Napoli è patrimonio UNESCO dal 1995 ed è uno dei più estesi d'Europa: sceglierlo come base è la scelta più comoda e, spesso, la più bella.

In questa guida trovi un itinerario di due giorni tra i luoghi che vale la pena vedere con calma e tre dimore storiche della collezione dove dormire, una per ciascuna anima della città: il centro antico, la Napoli elegante di Chiaia e il Rione Sanità.

Due giorni a Napoli: un itinerario che funziona

Primo giorno — il centro antico. Si comincia da Spaccanapoli e da via dei Tribunali, l'asse dei Decumani che taglia la città in linea retta. Sulla strada ci sono il Chiostro di Santa Chiara con le maioliche settecentesche, la chiesa del Gesù Nuovo con la facciata a bugne di piperno e la Cappella Sansevero, dove si trova il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino: per quest'ultima conviene prenotare in anticipo, perché gli ingressi sono contingentati. Nel pomeriggio, il Museo Archeologico Nazionale con i reperti di Pompei ed Ercolano e la Collezione Farnese, oppure la discesa nella Napoli sotterranea. La sera, pizza in una delle storiche pizzerie del quartiere: da qui si torna in albergo a piedi.

Secondo giorno — dal mare alla collina. Piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale e il Teatro San Carlo, inaugurato nel 1737 e tra i teatri d'opera più antichi d'Europa ancora in attività; poi la Galleria Umberto I e il lungomare di via Partenope, con il Castel dell'Ovo. Se restano energie, la funicolare porta al Vomero: dalla Certosa di San Martino si vede tutto il golfo, dal Vesuvio a Posillipo. Chi ha mezza giornata in più può dedicarla al Rione Sanità, alle Catacombe di San Gennaro e al Cimitero delle Fontanelle, il quartiere che negli ultimi anni ha cambiato volto grazie alle cooperative di giovani del posto.

Dove dormire a Napoli in dimora storica

Decumani Hotel de Charme – Napoli, centro storico (Campania)

È l'indirizzo per chi vuole dormire dentro la Napoli dei Decumani. L'albergo occupa un palazzo del Settecento in via San Giovanni Maggiore Pignatelli, già residenza del cardinale Sisto Riario Sforza, ultimo vescovo del Regno delle Due Sicilie, ed è tutelato dalla soprintendenza. Restano i portoni in legno, gli scaloni con le volte a crociera, i pavimenti in cotto napoletano con maioliche decorate e soprattutto il salone settecentesco con il soffitto affrescato e gli stucchi in foglia d'oro, dove si fa colazione e si legge nel pomeriggio. Le 42 camere, tra standard, deluxe e suite, hanno balconcini alla francese con infissi insonorizzati — dettaglio non secondario in centro. A piedi si raggiungono in dieci minuti il Chiostro di Santa Chiara, il Gesù Nuovo e il Museo Archeologico.

Il salone settecentesco affrescato del Decumani Hotel de Charme a Napoli

Chiaja Hotel de Charme – Napoli, via Chiaia (Campania)

Sedici camere al primo piano nobile di un palazzo patrizio del Settecento, sulla via Chiaia pedonale, a pochi passi da Piazza del Plebiscito e dal Teatro San Carlo. La dimora nasce dall'unione di due appartamenti storici: l'antica casa del marchese Nicola Lecaldano Sasso la Terza, restaurata con i mobili e gli arredi originali della famiglia, e un secondo corpo che fu una celebre casa d'appuntamenti chiusa dalla legge Merlin nel 1958, oggi recuperato con tendaggi in broccato e arredi d'epoca. Le camere portano i nomi dei personaggi che le abitarono; le superior hanno la vasca idromassaggio e la vista sulla via. È la scelta giusta per chi vuole il centro elegante, il lungomare a dieci minuti e una serata all'opera.

Camera con arredi d'epoca del Chiaja Hotel de Charme in via Chiaia a Napoli

Dimora Mazzarino – Napoli, Rione Sanità (Campania)

Nel quartiere più vitale della città, a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria dei Miracoli e dalle catacombe, una casa di famiglia riportata alla sua forma originaria da Bianca, discendente dei proprietari storici. Il restauro ha scelto materiali del posto — cotto antico, legno, pietra lavica — e l'energia arriva da un impianto fotovoltaico; gli arredi, curati dalla decoratrice Emma Balzano, mescolano tecniche antiche e mobili recuperati. C'è una terrazza solarium che guarda i tetti della Sanità, un'area comune con bevande e snack sempre a disposizione, lavatrice e asciugatrice per chi si ferma qualche giorno, e il self check-in con tastierino numerico. Da sapere prima di prenotare: la dimora è al secondo piano di uno stabile storico senza ascensore.

Camera di Dimora Mazzarino nel Rione Sanità a Napoli

Centro storico, Chiaia o Sanità: come scegliere la zona

  • Centro antico (Decumani, Spaccanapoli): la scelta più pratica se si viene per musei, chiese e vita di strada. Si gira tutto a piedi, ma è la zona più rumorosa: chiedere una camera interna o con infissi insonorizzati.
  • Chiaia e Plebiscito: più tranquilla ed elegante, comoda per teatro, lungomare e negozi. Il centro antico resta a venti minuti a piedi o due fermate di metropolitana.
  • Rione Sanità: la Napoli autentica, con le catacombe e i palazzi monumentali; prezzi più contenuti e atmosfera di quartiere. Meglio se non si teme qualche scalinata.

Per muoversi, la Linea 1 della metropolitana collega centro, stazione e Vomero e attraversa le stazioni dell'arte (Toledo, Università, Municipio): è quasi sempre più veloce dell'auto. L'auto in centro, semmai, è il problema: quasi nessuna dimora storica ha parcheggio proprio, quindi conviene lasciarla in un garage convenzionato e non toccarla fino alla partenza.

Cosa controllare prima di prenotare

  • Il piano e la presenza dell'ascensore: nei palazzi storici napoletani non è scontato.
  • L'orario del check-in e l'eventuale self check-in, se si arriva in treno a tarda ora.
  • Se la colazione è servita o self-service: cambia parecchio l'esperienza della mattina.
  • Il garage convenzionato e il suo costo giornaliero, se si arriva in auto.
  • Per la Cappella Sansevero, il Museo Archeologico e le Catacombe: prenotare i biglietti prima, soprattutto nei fine settimana.

Un weekend a Napoli da regalare

Se il viaggio è un regalo — un anniversario, un compleanno, un Natale con qualche mese di anticipo — il cofanetto Fuga Romantica (149 €) comprende una notte per due persone con colazione in oltre cinquanta dimore in Italia e in Francia, con validità di un anno rinnovabile: chi riceve la scatola sceglie quando e dove andare. Tutte le altre formule, dalle degustazioni ai soggiorni più lunghi, sono nella sezione cofanetti regalo.

Domande frequenti

Qual è la zona migliore dove dormire a Napoli per un weekend?

Il centro storico (Decumani e Spaccanapoli) se la priorità sono musei, chiese e vita di strada, perché si gira tutto a piedi. Chiaia se si preferisce una zona più tranquilla ed elegante, vicino al Teatro San Carlo e al lungomare. Il Rione Sanità per un'atmosfera di quartiere e prezzi più contenuti.

Bastano due giorni per visitare Napoli?

Due giorni bastano per il centro antico, Piazza del Plebiscito e il lungomare, con una sola visita importante al giorno (Cappella Sansevero o Museo Archeologico). Per aggiungere Pompei, la Reggia di Caserta o le isole del golfo serve almeno un terzo giorno.

Conviene arrivare a Napoli in auto?

No, se ci si ferma in città: il centro è a traffico limitato in più punti e i parcheggi sono cari. Il treno arriva a Napoli Centrale, collegata al centro storico dalla Linea 1 della metropolitana. L'auto ha senso solo se si prosegue verso la costa o il Cilento.

Un fine settimana dentro la città, non accanto

Napoli si capisce meglio quando la si abita anche solo per due notti: una porta che si chiude su un cortile del Settecento, una terrazza sopra i tetti, una colazione in un salone affrescato. Tutte le dimore della collezione si possono sfogliare nelle sezioni ville e palazzi e fashion hotel: il resto del weekend lo decide la città.

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