Dove mangiare a Treviso: radicchio tardivo, osterie e dove dormire
Dove mangiare a Treviso? Nelle osterie del centro storico, tra un'ombra di vino al banco e un piatto di risotto al radicchio, e nelle trattorie affacciate sull'acqua intorno all'isola della Pescheria. Treviso è una città da percorrere a piedi, con i canali che scorrono sotto le case e i portici, e la sua cucina segue il calendario dei campi della Marca: da novembre il protagonista è il Radicchio Rosso di Treviso IGP tardivo.
Ecco i piatti da cercare, il rito dell'ombra, i vini del territorio, un itinerario di un giorno e tre dimore storiche nella provincia.
Il radicchio tardivo: perché novembre
Secondo il disciplinare dell'IGP, il tardivo si raccoglie dal 1° novembre e solo dopo che le piante hanno preso almeno due brinate, che favoriscono il colore rosso. Poi c'è la forzatura: i cespi vengono messi in piedi in grandi vasche, immersi fino al colletto nell'acqua di falda, e ne escono le foglie croccanti, bianche e rosso vino, dal gusto amarognolo. Il tardivo si coltiva in 24 comuni tra le province di Treviso, Venezia e Padova; il precoce, raccolto da settembre, matura in campo.
Tra dicembre e gennaio diversi comuni della zona di produzione dedicano al radicchio le loro mostre-mercato, con stand dei produttori e menù a tema (a Preganziol, nel gennaio 2026, la 54ª edizione). Le date cambiano ogni anno: verificale sui siti di Comuni e Pro Loco.
Cosa mangiare a Treviso
- Radicchio tardivo: crudo in insalata, ai ferri, in pastella, accanto alle carni.
- Risotto al radicchio: il piatto simbolo della città, spesso con la luganega (salsiccia) o con un formaggio erborinato mantecato a fine cottura.
- Sopa coada: piatto antico e oggi raro, una sorta di pasticcio di piccione disossato messo a "covare" in forno su strati di pane, bagnato con il brodo.
- Pasta e fasioi: la minestra di pasta e fagioli, densa.
- Baccalà: mantecato sui crostini al banco delle osterie, oppure in umido con la polenta.
- Tiramisù: Treviso lo rivendica come proprio. Secondo la storia raccontata dal ristorante Le Beccherie, in piazza Ancillotto, l'idea nasce da Alba Campeol, che si ispirò allo sbatutìn, uno zabaglione con caffè; la ricetta fu messa a punto con il pasticcere Roberto Loli Linguanotto e comparve in carta nel 1972; il Friuli ne contesta la paternità.
Osterie, ombre e cicchetti
In Veneto l'ombra è il bicchiere di vino bevuto in piedi, al banco, accompagnato da cicchetti: crostini, polpette, affettati, soppressa con la polenta. A Treviso il rito vive nelle osterie del centro. Hostaria dai Naneti, in vicolo Broli, è una delle più vecchie: niente tavoli, solo un grande banco con salumi e formaggi. Vicino a Porta San Tomaso, l'osteria Al Botegon, in viale Burchiellati, è nota per i cicchetti e per il risotto al radicchio.
Per un pranzo con vista sull'acqua la zona migliore è quella della Pescheria, l'isoletta in mezzo al Cagnan Grande creata nel 1856 per ospitarvi il mercato del pesce, ancora aperto la mattina dal martedì al sabato. Le trattorie intorno servono frittura e polenta bianca. Per il risotto al radicchio, il Gambero Rosso segnala tra le altre la trattoria Toni del Spin in via Inferiore e la Locanda Ponte Dante in piazza Garibaldi.
I vini da abbinare
A nord della città, nella stessa provincia, si stendono le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio UNESCO dal 2019 come paesaggio culturale: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è il bicchiere naturale per l'aperitivo e per i fritti. Con il radicchio e le carni, invece, il vino del territorio è il Raboso del Piave, rosso autoctono della sinistra Piave, tra Oderzo e San Polo di Piave: scuro, acido, austero.
Un giorno a Treviso
Mattina. Si parte dalla Pescheria, quando il mercato è in attività. Pochi passi e si arriva al canale dei Buranelli, ramo del Botteniga con le case affacciate sull'acqua. Da qui si risale Calmaggiore, la via principale sotto i portici, sul tracciato del cardo romano, fino al Duomo di San Pietro.
Mezzogiorno. In piazza dei Signori c'è la Fontana delle Tette. L'originale del 1559 è conservato sotto il portico del Palazzo dei Trecento, mentre una copia si trova in un cortile raggiungibile dalla Calle del Podestà. Al tempo della Serenissima, all'insediamento di un nuovo podestà, da un seno sgorgava vino bianco e dall'altro vino rosso, e per tre giorni si beveva liberamente. Poi un'ombra e un pranzo in osteria.
Pomeriggio. Passeggiata lungo le mura veneziane, costruite tra il 1509 e il 1518, fino a Ponte Dante, dove il Cagnan si getta nel Sile: è il punto ricordato nel verso «dove Sile e Cagnan s'accompagna».
Consigli pratici
- Come arrivare: da Venezia il treno impiega circa mezz'ora. In auto, attenzione alla ZTL del centro storico (Calmaggiore e vicolo Buranelli compresi): meglio lasciare l'auto in un parcheggio a ridosso delle mura e muoversi a piedi.
- Quando prenotare: nei fine settimana di novembre e dicembre le osterie più note si riempiono; per la cena del sabato conviene prenotare qualche giorno prima.
Dove dormire vicino a Treviso
Tre dimore storiche nella Marca trevigiana, tra pianura, colline del Prosecco e Asolo.
Castello di Roncade – Roncade (Veneto)
Al centro di Roncade, tra Treviso e Venezia, a 35 km dalla laguna, il castello è un esempio di architettura rinascimentale ed è l'unica villa pre-palladiana cinta da mura medievali merlate. Donato nel 900 da Ottone II ai Conti di Collalto, distrutto da Cangrande della Scala, fu ricostruito nel XVI secolo da Girolamo Giustinian. Gli ospiti dormono negli appartamenti ricavati nelle torri o nelle camere del corpo centrale. Intorno si estendono 110 ettari di vigneto con vini premiati: le degustazioni e i giardini storici completano il soggiorno.
CastelBrando – Cison di Valmarino (Veneto)
Sulle pendici del monte Castello, CastelBrando domina i borghi di Valmareno e Cison, nel cuore della zona del Prosecco. Nato come fortificazione dell'alto Medioevo, dal 926 sede di feudo, sotto Venezia fu trasformato in palazzo signorile. Le camere sono 42 classiche con pezzi d'epoca, 6 junior suite in stile veneziano con stucchi e caminetti e 2 royal suite, con vista sulla valle, sulla corte o sulle colline. In loco ci sono un centro benessere e ristoranti.
Villa Cipriani – Asolo (Veneto)
A pochi passi dal centro storico di Asolo, Villa Cipriani ha ospitato la Regina Madre, Marcello Mastroianni, Orson Welles e Catherine Deneuve. Il giardino cambia con le stagioni: in autunno fiorisce l'olea fragrans, in inverno i cachi colorano la terrazza. Le 28 camere, di cui 6 suite, sono divise tra la villa e la Casa Giardino, con bagni in piastrelle di Vietri. La cucina, veneta e mediterranea, usa radicchio di Treviso, asparagi di Bassano e funghi del Montello; l'American Bar guarda le colline, e nella bella stagione si apre la piscina riscaldata nel parco.
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Domande frequenti
Quando è la stagione del radicchio rosso tardivo di Treviso?
La raccolta inizia dal 1° novembre, dopo almeno due brinate; dopo la forzatura in acqua è in tavola per tutto l'inverno.
Il tiramisù è nato davvero a Treviso?
Treviso lo rivendica: Le Beccherie lo inserì in carta nel 1972 e la ricetta è depositata presso l'Accademia Italiana della Cucina. Il Friuli ne contesta l'origine.
Che cos'è l'ombra?
Il bicchiere di vino bevuto al banco dell'osteria, con qualche cicchetto.
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