Piacenza: l’arte in formato weekend

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piacenza

È la porta dell’Emilia ma è ancora un po’ Lombardia. Il Po ci passa, senza attraversarla. A Piacenza tutto è a portata di mano: il suo cuore è da scoprire a passo lento. In centro, palazzi, musei e shopping. Oltre la città, tanti castelli, i vini dei Colli Piacentini e la valle più bella del mondo.

Piazza Cavalli e Palazzo Gotico

Piazza Cavalli, altrimenti detta Piazza Grande, o Piasa Caväi in dialetto piacentino, è il salotto buono della città. Le sue attrazioni? Il Palazzo Gotico, il Palazzo del Governatore, la Chiesa di San Francesco e le statue equestri dei Farnese, signori di Parma e Piacenza nel Cinquecento. Ogni mercoledì e sabato, il mercato con tante bancarelle colorate. Per lo shopping di qualità, seguite Via XX Settembre, la strada dritta che dalla piazza vi condurrà al Duomo.

Duomo e Palazzo Vescovile

Facciata a capanna, stile romanico, volte gotiche e il campanile con un angelo segnavento in rame dorato. La fondazione della Cattedrale risale a quasi mille anni fa. La trovate alla fine di Via XX Settembre, fra una piazzetta verde, una colonna con una Madonnina in bronzo e le facciate dei palazzi d’epoca. Il pezzo forte è all’interno del Duomo: vi basterà alzare gli occhi verso la cupola per scoprire gli affreschi secenteschi del Guercino e del Morazzone. Accanto alla chiesa, la facciata neoclassica del Palazzo Vescovile e i portici della piazza con le boutique di prodotti tipici.

Teatro Municipale

Fra i palazzi del Settecento dell’elegante Via Verdi ecco spuntare la facciata neoclassica del Teatro Municipale: guardatela bene e diteci se non assomiglia a quella della Scala di Milano. Tempio della lirica nazionale, per Stendhal fu il teatro “tra i più belli, anzi il più bello d’Italia”. Platea, due ordini di palchi e altrettanti di galleria, il loggione, interni dal gusto romantico e il foyer decorato con sfarzo.

Una curiosità: il Municipale fu il primo teatro in Italia a dotarsi di lampade a energia elettrica, nel 1895.

Palazzo Farnese e Musei Civici

A un passo dalle mura cittadine e dal Po, in Piazza della Cittadella, spicca un edificio dalla mole possente. Palazzo Farnese è la casa dei Musei Civici e dell’Archivio di Stato. La collezione più insolita è al piano terra, nel Museo delle Carrozze: decine di esemplari, dal Settecento all’avvento dei primi motori.

Nel Museo Archeologico troverete il fegato etrusco, modello bronzeo di un fegato ovino con iscrizioni del II-I secolo a.C. – è in tutti i libri di Storia.
Al piano ammezzato, il Museo del Risorgimento, quattro grandi sale di cimeli, immagini, armi e documenti originali. Il capolavoro del complesso civico? Il Tondo di Sandro Botticelli, custodito nella Pinacoteca, al primo piano del palazzo: da solo vale il prezzo del biglietto.

Chiesa di San Sisto e Basilica di Sant’Antonino

La prima è una basilica rinascimentale con un bel coro ligneo del primo Cinquecento: la trovate a pochi passi dai Musei Civici di Palazzo Farnese, al civico 9 di Via San Sisto. Fondata nell’874 dalla regina Angilberga, la chiesa fu per secoli il principale monastero benedettino di Piacenza. All’interno, una copia della Madonna Sistina, capolavoro di Raffaello Sanzio.

La Chiesa di Sant’Antonino è dall’altra parte della città, a cinquanta metri dal Teatro Municipale. Dedicata al patrono di Piacenza, in stile romanico, vi incanterà con la sua torre ottagonale e il grande atrio gotico del Trecento, noto come la Porta del Paradiso. Notevoli anche i dipinti e gli affreschi degli interni.

Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi e Pinacoteca Alberoni

La casa piacentina dell’arte moderna è la Galleria Ricci Oddi, al civico 13 di Via San Siro, fra Via Verdi e Stradone Farnese. La sua collezione conta oltre quattrocento opere e diverse sale monografiche. Fra i tanti nomi, Telemaco Signorini, Pellizza da Volpedo, Francesco Hayez, Giorgio De Chirico e Carlo Carrà.

La Pinacoteca del Collegio Alberoni è oltre i confini del centro storico, nei pressi dell’università. Vale la pena visitarla, anche solo per ammirare l’Ecce Homo di Antonello da Messina, vera perla della galleria. Il Collegio ospita anche l’Osservatorio Astronomico, il Museo di Scienze Naturali e una bella biblioteca.

Castelli e Colli Piacentini

Ritagliatevi almeno un pomeriggio per andare a caccia di castelli fra i Colli Piacentini. Noi vi consigliamo: il Castello di Gropparello, a dir poco fiabesco, fra i vigneti e i boschi della Val Vezzeno; la Rocca d’Olgisio, anche solo per la sua vista; la Rocca Viscontea e il borgo di Castell’Arquato; il gioiello fortificato di Vigoleno.

Fra un castello e l’altro, regalatevi una sosta in osteria. Le specialità dei Colli Piacentini sono i vini rossi, Gutturnio, Barbera e Bonarda, abbinati ai salumi – coppa, pancetta, salame e mariola. Fra i primi, non mancate i tortelli d’erbetta, quelli piacentini hanno la coda, e i pisarei e fasò.

Val Trebbia

“Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo”. Parole di Ernest Hemingway. Risalite il corso del Trebbia lungo la statale 45. Ben presto vi lascerete alle spalle i vigneti per arrampicarvi fra tortuosi meandri ritagliati nella nuda roccia. Sotto di voi, gli orridi scavati dalle acque del fiume, a tratti balneabili, ottime anche per pesca e canoa. Intorno, un mare di verde, qualche castello spuntare qui e là – quello di Rivalta, su tutti.

La strada continua fra boschi di faggi, querce, castagni e pini fino a Bobbio, piccolo centro di montagna nella media Val Trebbia. Cosa vedere? L’Abbazia di San Colombano, il Castello Malaspina Dal Verme e il Ponte Gobbo, simbolo del paese.

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