Golfo di Orosei: spiagge esotiche e trekking estremo nella Sardegna outdoor


Numero di notti consigliate: 5

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Avete sempre sognato di partire per la Sardegna? Questo è il periodo giusto per farlo. È vero, la stagione turistica dell’isola va da maggio a fine settembre: ma per godervi mare e spiagge, l’inizio dell’estate è conveniente sotto tutti i punti di vista. Noi ci siamo appena stati e vi raccontiamo cosa abbiamo fatto (e visto). Se avete consigli, scrivete i vostri commenti a fondo pagina.

Il tratto di costa più spettacolare della Sardegna è quello fra Orosei e Arbatax, almeno secondo noi (fateci sapere cosa ne pensate). Orosei ha un centro storico andaluso e un intrico di vicoletti pittoreschi da far perdere la bussola. Camminate nelle sue stradine fino a raggiungere il Palatzos Vetzos per visitare la più grande collezione di teatrini d’epoca. Nel cuore del paese, in una residenza del Settecento, l’Anticos Palathos ha 12 suite, ristorante ed enoteca.

Se amate il litorale aspro e selvaggio, dovete subito salire in barca e iniziare a esplorare le calette nel Golfo di Orosei (Ogliastra). Certo, una lancia agile e veloce sarebbe meglio, ma se non avete questa fortuna, nessun problema. Le minicrociere organizzate partono da Marina di Orosei e da Cala Gonone, frazione a mare di Dorgali. Con un po’ di fortuna, fra gli spruzzi delle onde vedrete spuntare le pinne dei delfini.

Segnatevi queste mete: Cala Goloritzè, Cala Luna, Cala Mariolu, Cala Biriola e Grotta del Bue Marino. Come essere in Polinesia. I più temerari sappiano che quasi tutte le calette si possono raggiungere anche via terra. Il Selvaggio Blu è trekking estremo ed emozioni per cuori forti nella Sardegna più fuori mano, da Pedra Longa a Cala Fuili: 40 chilometri da coprire in 7-8 giorni. Da provare solo se ben allenati e con attrezzatura adeguata: bussola, cartografia, calzature, sacco da bivacco e viveri (tanta acqua).

Se solo il pensiero del Selvaggio Blu vi fa venire il fiato corto, ci sono escursioni più brevi. Per raggiungere Cala Goloritzè a piedi serve un’ora di passo deciso – un’ora e mezzo con qualche sosta. Si parte dalla località Su Porteddu, sull’altopiano del Golgo, e si scende fra pini marittimi e oleandri rossi e rosa fino a quando spuntano nell’ordine: una guglia di roccia, uno spicchio di spiaggia bianca e il mare turchese – non ci dilunghiamo in descrizioni cromatiche, guardate la foto principale dell’articolo.

Poco impegnativa l’escursione per Cala Sisine. Se volete arrivarci a piedi, il tempo di percorrenza varia a seconda del luogo in cui vi fermerete con l’auto (seguite le indicazioni per Baunei): con un fuoristrada vi aspettano 45 minuti di cammino; con un’altra vettura, circa 2 ore. In ogni caso, il trekking è facile: nessun dislivello impegnativo, dovrete solo seguire un lungo vallone calcareo colorato dal verde di lecci centenari. Se siete in mountain bike, partite dalla chiesetta di San Pietro o da Baunei (seconda opzione valida solo per i più temerari): con una piccola deviazione potete visitare il nuraghe Orgoduri. La spiaggia di Cala Sisine è fatta di sassolini bianchi, tondi e lisci fra le nude pareti a strapiombo delle falesie della Serra Ovra.

Chi è in cerca di avventura sull’altopiano del Golgo può bussare alla porta della Cooperativa Goloritzè, specializzata in arrampicate, trekking, escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike. Tanti bei modi per esplorare la Sardegna più selvaggia.