Cosa vedere fra i colli e le valli del Piacentino

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Per chi viene da sud, è l’ultimo spicchio d’Emilia prima di varcare il Grande Fiume. Il Piacentino è terra ricca e sorprendente. Fra castelli, borghi e valli, potrebbe non bastare un mese per vedere tutto. Noi abbiamo scelto queste mete. Ora, tocca a voi.

Piacenza
Il centro storico di Piacenza è tutto da vedere. Da dove iniziare? Piazza Cavalli, Via XX Settembre e Corso Vittorio Emanuele II sono gli indirizzi per lo shopping di qualità. Alla fine di Via XX Settembre, spuntano il Duomo e il Palazzo Vescovile.
Lo sapete che Piacenza contende a Lucca il primato, dopo Roma, per il maggior numero di chiese all’interno delle mura? Fra le tante, ti segnaliamo la Chiesa di San Sisto e la Basilica di Sant’Antonino.
A proposito di mura: se vuoi fare quattro passi, scegli il Viale Pubblico Passeggio, la passeggiata sui bastioni farnesiani del Cinquecento.
Se ti piacciono i musei, scegli i Musei Civici di Palazzo Farnese, con il Tondo di Sandro Botticelli, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi e la Sala dei Teatini.
Ultimo ma non ultimo, il Teatro Municipale: la sua facciata ricorda quella della Scala di Milano.

Castello di Rivalta
A poco più di venti minuti d’auto dalla città, nel verde della Val Trebbia, ecco spuntare l’inconfondibile torre circolare del Castello di Rivalta. Inserito nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, il maniero è immerso in un parco rigoglioso. Fra i tanti ospiti dei conti Zanardi Landi, proprietari del castello, anche la famiglia reale d’Inghilterra.
Il percorso di visita include il cortile, il salone d’onore, le sale da pranzo e da letto e il Museo del Costume Militare.

Val Trebbia
Risalite il fiume Trebbia lungo la statale 45. Oltre i primi colli, i vigneti cederanno il posto alla roccia viva dell’Appennino. La strada s’inerpica lungo i meandri tortuosi del corso d’acqua. Qui e là, lungo il fiume piccole spiagge sassose offrono l’occasione per un bagno di sole nella bella stagione - il Trebbia, a tratti, è balneabile.
Nella media valle vi imbatterete in Bobbio, grazioso centro di montagna con l’Abbazia di San Colombano, la sua biblioteca fu una delle maggiori d’Italia nel Medioevo, il Castello Malaspina Dal Verme e il Ponte Gobbo.
Poco prima del confine con la Liguria, nell’alta Val Trebbia, spunta Ottone, minuscolo paese appenninico. Il suo cuore è Piazza Vittoria, dominata dal Castello Malaspina. Fra i boschi di faggi, querce e castagni si intravedono le casette in sassi a vista delle frazioni di Losso e Traschio. Per una breve passeggiata nella natura, suggeriamo l’itinerario che da Traschio conduce in pochi minuti ai due ponti di epoca romana a un’arcata in pietra.

Cortemaggiore
Fra Piacenza e Cremona incontrerete il borgo di Cortemaggiore, delizioso esempio di “città ideale” disegnata nel Quattrocento. I portici rinascimentali e i lunghi viali alberati vi condurranno di fronte ai mattoni rossi della Collegiata di Santa Maria delle Grazie; al suo interno, potrete ammirare un polittico di Filippo Mazzola, padre del più celebre Parmigianino.
Vi diamo una dritta. Visitate Cortemaggiore la prima domenica del mese: da febbraio a dicembre oltre trecento espositori dànno vita al Mercatino dell’antiquariato e cose d’altri tempi, uno dei più interessanti del Nord Italia.

Castell’Arquato e Vigoleno
Un tuffo nella Val d’Arda basta per innamorarsi di Castell’Arquato, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Le sue vie in salita parlano la lingua del Medioevo. Scalatele per raggiungere il cuore del centro storico: sul culmine del colle spuntano il Palazzo del Podestà, la Loggia dei Notari, la Collegiata e la Rocca Viscontea. Un panorama da brividi? Salite la torre della Rocca per godervi la vista sui Colli Piacentini ricamati di vigneti.
Altra tappa, altro borgo. Quello di Vigoleno è più piccolo, ma non meno sorprendente. Il minuscolo abitato è raccolto intorno al suo castello. Dall’alto delle torri, dei bastioni merlati e dei camminamenti di ronda, la vista cadrà sulla valle verdeggiante del torrente Stirone.

Vigolo Marchese
È una piccola frazione sulla strada che da Castell’Arquato porta a Carpaneto. Ve la segnaliamo per due motivi. Primo motivo. La basilica romanica, antica di mille anni, sormontata da una torre militare adattata a campanile. Accanto, compare il battistero a pianta circolare - pare che la sua fondazione, come tempietto pagano, risalga all’epoca romana.
Secondo motivo. La torta di Vigolo, un dolce di cioccolato a pasta secca, protagonista delle tavole piacentine. Il forno della frazione, noto come Pasticceria Perazzi, ha l’esclusiva della torta: la ricetta è segreta. Se volete assaggiarla, sapete dove andare, insomma.

Non solo dessert. Vale la pena una sosta in una delle tante trattorie di campagna per assaggiare di tutto e un po’. Le specialità piacentine? Le paste fatte in casa - anolini, tortelli con la coda, pisaréi e fasö, bomba di riso -, la pìcula d’caval, un piatto a base di carne di cavallo, i salumi e i formaggi locali, tutto innaffiato da un buon bicchiere di Gutturnio, Ortrugo o Malvasia dei Colli Piacentini.